Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo

Calano i consumi di acqua potabile, crescono lentamente le fonti rinnovabili, persiste il problema dell’inquinamento atmosferico. Sono solo alcuni dei dati contenuti nel rapporto annuale Istat, giunto alla quinta edizione.
 
118 schede divise in 19 aree tematiche raccontano l’Italia: indicazioni contrastanti, problemi irrisolti, segnali di crescita.
L’inquinamento atmosferico è un problema irrisolto, specie nei grandi centri urbani. ''Nel 2012, il 35,7% delle famiglie italiane - rivela l'Istituto di statistica - segnala problemi relativi all'inquinamento nella zona di residenza'', dato che ''rileva uno dei principali problemi ambientali soprattutto in ambito urbano''. Il 18,5% dei nuclei familiari intervistati lamenta anche la presenza di odori sgradevoli. L'anno scorso, l'inquinamento dell'aria ha rappresentato un problema per il 42,6% delle famiglie del nord-ovest, con il picco in Lombardia (47,5%). Nel nord-est, invece, la media si attesta intorno al 35%, con punta in Veneto (38,5%) e la quota più bassa registrata in Trentino-Alto Adige (28,1%). Tra le regioni del centro, il Lazio, nonostante un calo importante rispetto al 2011, mostra il valore più alto (36,7%). Mentre al sud la situazione peggiore è quella della Campania, dove il 39,9% delle famiglie dichiara di percepire problemi di inquinamento dell'aria. Sul podio anche la Puglia (36,9%) e la Sicilia (35,7%).
Un altro focus, riguarda l'acqua potabile. Per il decimo anno consecutivo - fa sapere l'Istat - si riducono i consumi domestici. Nei comuni capoluogo il consumo di "oro blu" nel 2011 è stato in media pari a 175,4 litri (64 metri cubi) per abitante al giorno. Secondo i ricercatori, ''il calo rispetto all'anno precedente'', pari al 3,7%, conferma ''la costante riduzione dei consumi di acqua dovuta alla maggiore attenzione dei cittadini nell'utilizzo della risorsa idrica''. Nel lungo periodo, inoltre, la contrazione dei consumi è stata di poco inferiore al 15% (era 206,1 litri per abitante al giorno nel 2002). Il 15,5% dei capoluoghi di provincia usa tra i 200 e i 240 litri di acqua per abitante al giorno, circa la metà tra i 150 e i 200 litri ed il 34,5% tra 100 e i 150. Solo Agrigento ha consumi giornalieri inferiori ai 100 litri pro capite (96,2), per via anche delle interruzioni nella distribuzione. Tra i 18 comuni con i livelli pro capite più alti, in testa si piazzano Lodi e Catania, rispettivamente con circa 240 e 230 litri al giorno. Tra i grandi centri, i consumi giornalieri a persona superano i 200 litri a Milano, Torino, Roma, Catania e Messina. Nelle altri grandi città, la tendenza va verso la diminuzione, soprattutto a Firenze (-10,7%) e Genova (-6,5%).
In merito all'energia rinnovabile In Italia - calcola l'Istat - continua ad aumentare la quota del consumo interno lordo di energia elettrica coperta da fonti rinnovabili, che ha toccato nel 2011 il 23,8% (+1,6 punti percentuali rispetto al 2010), a fronte di un obiettivo Ue del 26% da raggiungere nel 2020.
 
Fonte: Istat, nelcuore.org
 
 
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