Benetton: il silenzio non è vita

La Campagna Abiti Puliti (Clean Clothes Campaign) nata per migliorare le condizioni e sostenere il rafforzamento delle donne e degli uomini al lavoro nel settore tessile e abbigliamento, lancia l'allarme per gli stabilimenti Benetton in Bangladesh.
 
Creata nel 1989 la campagna si impegna per assicurare il rispetto dei diritti fondamentali dei lavoratori attraverso la sensibilizzazione e la mobilitazione dei consumatori, la pressione sulle imprese e i governi. Presente in 14 paesi europei, è un’alleanza di organizzazioni provenienti dal mondo del sindacato e delle ONG che si occupano di un ampio spettro di tematiche: dai diritti delle donne ai diritti umani, dalla cooperazione allo sviluppo alla sensibilizzazione dei consumatori. Si basa su una rete di più di 200 partner nei paesi di produzione che identificano problemi e obiettivi, aiutando gli aderenti a sviluppare strategie e campagne  efficaci. In Italia la Campagna Abiti Puliti è promossa da Centro Nuovo Modello di Sviluppo, Coordinamento Nord/Sud del Mondo, Fair e Manitese. Aderiscono: altrAqualità, Assobotteghe, Ctm-Alromercato, Fondazione Cuturale Responsabilità Etica, Gas Birulò, Libero Mondo, Rete Radie Resch.
Grazie a questo modello organzzativo è stato recentemente possibile, come riporta il sito di Abiti puliti, scoprire che Benetton non ha fornito la lista completa dei suoi fornitori come previsto dall’Accordo sulla prevenzione degli incendi e sulla sicurezza in Bangladesh, nonostante fosse uno dei principali adempimenti richiesti ai firmatari dell’Accordo vincolante. Questo significa che Benetton potrebbe rifornirsi presso fabbriche che non vengono adeguatamente ispezionate, nascondendo questo fatto al pubblico. L'inchiesta giornalistica che ha porato in superficie l'omissione, secondo i promotori di Abiti Puliti, evidenzia come proprio l'azienda tevigiana, di necessiti di una campagna mirata per un'assunzione diretta di responsabilità nel miglioramento delle condizioni dei propri lavoratori e stabilimenti in Asia. Per evitare una nuova Rana Plaza, la tagedia che è costata la vita ad almeno 1138 persone lo scorso 24 aprile e dove tra le macerie sono stati trovati prodotti a marchio Benetton.
Fonte: abitipuliti.org
 
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