Agromafia 2013

Presentato il rapporto realizzato da Coldiretti ed Eurispes. Il volume d'affari  complessivo dell'agromafia sale a circa 14 miliardi di euro nel 2013, con un aumento del 12 per cento rispetto al 2011. Nel rapporto si legge che, il settore agricolo e quello alimentare sono considerate aree prioritarie di investimento da parte delle mafie.
 
Infatti, nel 2013 il volume d’affari dell’agromafia è in netta controtendenza rispetto alla fase recessiva del Paese. Il motivo? La criminalita' organizzata trova terreno fertile proprio nel tessuto economico indebolito dalla crisi. Le mafie, sottolineano Coldiretti/Eurispes, hanno gia' imposto il proprio controllo sulla produzione e la distribuzione di generi alimentari del tutto eterogenei tra loro. Controllano in molti territori la distribuzione e talvolta anche la produzione del latte, della carne, della mozzarella, del caffè, dello zucchero, dell’acqua minerale, della farina, del pane clandestino, del burro e, soprattutto, della frutta e della verdura. Potendo contare costantemente su una larghissima ed immediata disponibilità di capitale e sulla possibilità di condizionare parte degli organi preposti alle autorizzazioni ed ai controlli, si muovono con maggiore facilità rispetto all’imprenditoria legale.
Secondo il rapporto le mafie impongono con i strumenti dell'estorsione e dell'intimidazione la vendita di determinate marche e determinati prodotti agli esercizi commerciali. Alcune stime valutano almeno 5.000 locali di ristorazione in Italia in mano alla criminalita' organizzata. Alle minacce esercitate in particolare nei confronti degli agricoltori del Mezzogiorno, si aggiungono i nuovi sistemi di condizionamento mafioso per imporre dazi illegali ed assorbire grosse fette del settore. Secondo la Direzione Investigativa di Roma ben il 15 per cento del fatturato realizzato dalle attivita' agricole appartiene all'illecito, mentre l'Osservatorio Flai Cgil contro le agromafie e il caporalato denuncia come su 1.558 aziende confiscate alle mafie oltre 90 siano attive in ambito agricolo; dei 10.563 beni confiscati, ben 2.500 sono terreni con destinazione agricola.
Fonte: coldiretti.it
 
 
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