Il tuo orto è illegale! - Semi liberi

Una nuova proposta dell'UE strizza l'occhio alle grandi multinazionali"agro-chimiche", criminalizzando chi coltiva semi non regolamentari precedentemente analizzati e autorizzati dai governi. Assensi che difficilmente blocheranno i brevetti e le sementi Ogm delle multinazionali 2sementiere", al di là di Gibilterra.
 
L'attuale legislazione europea ammette solo sementi selezionate che necessitano di grandi quantità di prodotti chimici. Questo compromette la conservazione della biodiversità, la salute dei consumatori, l’ambiente e l’indipendenza degli agricoltori. Per questo Slow Food lancia un appello per i semi liberi.
L'appello di Slow Food lanciato da Via Campesina (associazione internazionale che in Europa rappresenta 28 organizzazioni di agricoltori provenienti da 18 Paesi) contro la proposta di legge della Commissione Europea sulla commercializzazione delle sementi. L'appello invita la Commissione a riscrivere la proposta di legge prendendo in considerazione i diritti degli agricoltori e non solo gli interessi dell’industria sementiera.
Inoltre il nuovo provvedimento renderebbe illegale la produzione di vegetali nel proprio orto, Siamo al paradosso! Infatti la nuova legge proposta dalla Commissione Europea renderebbe illegale “coltivare, riprodurre o commerciare” i semi di ortaggi che non sono stati “analizzati, approvati e accettati” da una nuova burocrazia europea denominata “Agenzia delle Varietà Vegetali europee”. Si chiama “Plant Reproductive Material Law”, e tenta di far gestire al governo la regolamentazione di quasi tutte le piante e i semi. Se un contadino della domenica coltiverà nel suo giardino piante con semi non regolamentari, in base a questa legge, potrebbe essere condannato come criminale. Questa legge, protesta Ben Gabel del “Real Seed Catalogue”, intende stroncare i produttori di varietà regionali, i coltivatori biologici e gli agricoltori che operano su piccola scala. «Come qualcuno potrà sospettare – afferma Mike Adams su “Natural News” – questa mossa è la “soluzione finale” della Monsanto, della DuPont e delle altre multinazionali dei semi, che da tempo hanno tra i loro obiettivi il dominio completo di tutti i semi e di tutte le coltivazioni sul pianeta».
Fonte: slowfood.it, libreidee.org
 
 
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