La bottiglia solare. Un litro di luce al giorno

Un litro di luce, è questo il nome del progetto ideato da Illac Diaz, capo dell'organizzazione non governativa My Shelter Foundation, che trasforma le bottiglie di plastica in vere e proprie lampadine da 55 watt per tutto il giorno.
 
Nei paesi del terzo mondo la maggior parte della popolazione vive in condizioni di povertà totale. Le persone che hanno la fortuna di avere un tetto vivono in baracche di lamiere e cartoni ammassate una sull’altra e così vicine da rendere quasi impossibile la costruzione delle finestre. Inoltre le abitazioni non sono dotate di energia elettrica e al loro interno non si può fare quasi nulla.
Amy Smith, ingegnere del Massachussets Institute of Technology, nel 2002 ha avuto una idea geniale: ricavare luce da una bottiglia di plastica riempita con acqua e candeggina.
Una bottiglia piena di acqua e candeggina che, filtrando i raggi del sole dal tetto delle baracche riesce a illuminare come una normale lampadina da 55 watt per tutto il giorno. L'idea abbraccia i principi delle cosiddette Appropriate Technology, movimento ideologico che si basa sulle tecnologie semplici, appropriate ed eco-sostenibili con cui il filosofo ed economista Ernst Friedrich «Fritz» Schumacher sognava di migliorare il mondo più povero.
Molte persone che vivono in paesi in via di sviluppo, oggi, stanno raccogliendo bottiglie di plastica per riempirle di acqua e candeggina. Le bottiglie vengono poi installate nella lamiere che fungono da tetto. Le bottiglie per metà vengono esposte al sole, mentre la restante parte si affaccia all’interno della casa. Con il riflesso della luce naturale il liquido contenuto nella bottiglia diventa fluorescente, come se si trattasse di una lampada, ed illumina la stanza.
Illac Diaz, presidente dell'organizzazione no profit “My Shelter Foundation" ha creato il progetto denominato Isang Litrong Liwanag, Un litro di luce, il quale si pone come obiettivo quello di diffondere la tecnica nelle zone più povere del pianeta. La Solar Bottle Bulb è stata sperimentata la prima volta nel 2002 ad Haiti e in Brasile. Diaz l'ha ripresa e adattata alle Filippine, e ne ha promosso la diffusione a livello internazionale. A settembre 2011, secondo Alternativasostenibile.it, c'erano 12mila “bottiglie solari” in 10mila abitazioni, vendute a un dollaro l'una. L'obiettivo è arrivare a illuminare un milione di case entro il 2013. Diaz spera di riuscire a replicare il progetto anche in altri luoghi nelle Filippine e nelle altre realtà vicine, in particolare nelle comunità che non sono ancora collegate alla rete elettrica. Il beneficio non riguarda solo a l’energia luminosa, ma anche all’ambiente visto che, in questo modo, si possono riciclare parecchie tonnellate di bottiglie di plastica.
Fonte: comunicarepensando.it; Alternativasostenibile.it
 
 
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