Islanda: riprende la caccia alle balene

L’Islanda ha ripreso a cacciare le balene. A lanciare l'allarme è stata Greenpeace, che conferma la prima vittima. Un maschio di balenottera comune lungo più di 20 metri, macellato nel porto di Hvalfjörður, vicino Reykjavik.
 
In Islanda è ripresa la caccia alle balene per fini commerciali. Per il momento sono due le baleniere, Hvalur 8 e Hvalur 9, che sono state avvistate a ovest dell’Islanda, dirette nelle zone di pesca delle balene.
Nonostante il bando alla caccia commerciale dell’IWC (International Whaling Commission - Commisisone Baleniera Internazionale), due giorni fa c’è stata la prima vittima; è un maschio di balenottera comune lungo più di 20 metri. La quota stagionale prevede l’abbattimento di 154 - 180 grandi cetacei, un piano sostenuto dal governo islandese.
La balenottera comune – che a discapito del nome non è affatto comune - è una specie inserita nella Lista Rossa delle specie minacciate d’estinzione elaborata dall’IUCN (International Union for Conservation of Nature).
La ripresa in Islanda della caccia alla balena comune corrisponde inoltre all'alta stagione per il 'whale watching' e questo ha portato a una protesta dell'industria turistica islandese secondo cui l'osservazione delle balene porta maggiori benefici economici di quanti la caccia potra' mai portarne.
La caccia commerciale non è l'unico pericolo che le balene devono fronteggiare. Negli ultimi sessant'anni, da quando cioè si è cominciato a proteggere le balene, l'impatto delle attività dell'uomo sugli ecosistemi marini è profondamente cambiato.
Il cambiamento climatico, l'inquinamento chimico e quello acustico, l’aumento del traffico marittimo, lo sfruttamento eccessivo delle risorse ittiche mettono a repentaglio la sopravvivenza delle popolazioni di balene rimaste. La pesca industriale sottrae alle balene preziose risorse alimentari e le espone al rischio delle catture accidentali.
Nonostante le minacce della scomparsa della balena comune aumentino, ancora oggi non si è in grado di fermare le nazioni baleniere. Norvegia, Islanda e Giappone continuano a cacciare.
Circa 8400 grandi e piccoli cetacei vengono uccise ogni anno, tra i quali migliaia di piccole balene, delfini e focene, in attività di caccia non prese in considerazione dall’IWC.
Ma le balene come vengono uccise? Con un arpione esplosivo che penetra nel corpo dell’animale e poi esplode provocando squarci di almeno 20 centimetri che vanno via via ampliandosi. Le balene muoiono tra atroci sofferenze e, spesso, dopo una lunga agonia. Si stima che, in media, il tempo minimo in cui sopraggiunge la morte per l’animale ferito è di almeno due minuti, ma si registrano moltissimi casi di agonia durata più di un’ora e, addirittura, fino a cinque ore.
 
Fonte: Greenpeace, ANSA
 
 
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