Come sta il mare del Giglio?

Il nuovo rapporto di Greenpeace, pubblicato il 9 marzo, a un mese dal disastro della  Costa Concordia, sullo stato dei fondali antistanti l'isola.  Pubblicati i risultati delle analisi dei campioni di acqua marina superficiale dalla costa, prelevati fra il 15 e il 18 febbraio.
 
Il monitoraggio effettuato da Greenpeace, è consistito in una serie di immersioni nell’area a nord dell’isola, per rilevare l’eventuale contaminazione presente in mare e nell’acqua di rubinetto, causata dall'incidente della Costa Concordia.
Al fine di realizzare un’indagine indipendente sull’eventuale impatto chimico-biologico del disastro della Costa Concordia, Greenpeace ha prelevato tre campioni di acqua di mare e uno da rubinetto e li ha inviati a un laboratorio indipendente, Eurofins Programma Ambiente di Padova, che ha eseguito le analisi sotto la supervisione del direttore di laboratorio, Alfredo Petracchin.
Le analisi sono state effettuate per la determinazione di batteri fecali (Coliformi, Enterococchi e Escherichia coli) e di svariate sostanze chimiche più o meno pericolose per l’ambiente e l’uomo: metalli pesanti, IPA (idrocarburi policiclici aromatici), idrocarburi totali, composti organici a base di cloro cancerogeni e non, detergenti o tensioattivi (fra cui gli alchilfenoli, tensioattivi non ionici), composti organici aromatici o solventi (benzene, toluene). I test hanno poi valutato la sostanza organica e i nutrienti dispersi in mare con l’analisi di carbonio organico totale (TOC), azoto totale, azoto ammoniacale, azoto nitrico, fosfati e fosforo totale.
Lo stato generale dei fondali del Giglio, nei quattro siti visitati, è risultato certamente buono. L’indagine di Greenpeace non vuole essere un’alternativa alla campagna di monitoraggio portata avanti da ARPAT, l’agenzia di protezione ambientale della Toscana. Bensì, vuole contribuire con ulteriori dati alle informazioni già presenti sul web. Ad esesmpio nell'indagine di Greenpeace non sono state trovate anomalie nelle conte batteriche e, rispetto alle sostanze ricercate,l e analisi hanno generalmente verificato valori “normali” con alcuni segnali d’attenzione che si riferiscono alla presenza di:
  • tensioattivi e ammoniaca nei campioni di acqua di mare;
  • idrocarburi totali nell’acqua di mare e nel campione di acqua destinata a consumo umano.
Le analisi di laboratorio indicano una certa contaminazione dell’acqua di mare (in superficie e presso la costa) da tensioattivi e ammonio, che potrebbe essere dovuta alla dispersione di detergenti, disinfettanti e forse prodotti alimentari immagazzinati nel relitto.
Se la situazione dell’acqua di mare non è al momento particolarmente allarmante, maggiore attenzione si dovrebbe prestare alla contaminazione da idrocarburi dell’unico campione di acqua potabile prelevato in un esercizio commerciale.

Consulta l'intero rapporto in formato PDF

Fonte: Greenpeace Italia
 
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