Fino ad oggi, l’unico Ogm coltivato e prodotto in Europa era il mais MON 810, prodotto dalla Monsanto e introdotto nel continente prima del bando del 1998, anno in cui l’Europa vietò le sostanze transgeniche. Il mais ogm è prodotto in Spagna, Romania, Repubblica Ceca, Slovacchia e Portogallo, e nel 2007, al momento dell’ ingresso nella Ue la Romania fu costretta a rinunciare alle coltivazioni di soia transgenica presenti sul suo territorio per allinearsi alle normative comunitarie.
Cade quindi la barriera che fino ad oggi ha retto nella Ue, con la delibera della Commissione che permetterà la coltura, da parte del gruppo tedesco Basf, della patata transgenica Amflora per uso industriale nonché l'utilizzo dei prodotti derivati dall'amido, della stessa, come mangime.
Il primo tentativo per sdoganare gli Ogm avvenne, su pressione della Germania e degli Stati Uniti l’anno scorso, fermandosi però di fronte all’altolà di 22 stati membri su 27. Fu come oggi il presidente della Commissione, Josè Manuel Barroso, a fare il tentativo nonostante dichiari anche oggi di “non voler imporre agli stati membri l’uso degli Ogm”.
La patata Amflora è modificata geneticamente in modo da avere un maggior contenuto di amido, ed è da tempo al centro di controversie scientifiche tra le Efsa (Autorità Ue di sicurezza alimentare, con sede a Parma), l’Emea (agenzia Ue del farmaco) e l'Oms, perché contiene un gene che conferisce un’ alta resistenza ad un antibiotico importante per la salute umana e, come legiferato dalla direttiva Ue 2001/18, relativa al rilascio deliberato di Ogm nell'ambiente, inammissibile sul territorio europeo.
"La decisione presa oggi dalla Commissione Europea, di concedere l'autorizzazione alla coltivazione di una patata geneticamente modificata, ci vede contrari. Il fatto di rompere una consuetudine prudenziale che veniva rispettata dal 1998 è un atto che rischia di modificare profondamente il settore primario europeo”. Così il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia.
Federica Ferrario, responsabile della campagna Ogm di Greenpeace Italia, ricorda che “questo Ogm pone rischi inaccettabili per la salute umana e animale, oltre che per l’ambiente”. Ferrario avverte che “l’immissione in ambiente di questa patata della Basf potrebbe scatenare una resistenza batterica verso medicinali salva vita, compresi i farmaci utilizzati anche per il trattamento della tubercolosi”. Con la sua nuova Commissione, accusa Greenpeace, Barroso “ha forzato la decisione senza neppure confrontarsi con tutti i Commissari”.
Anche la Coldiretti è molto chiara e attraverso le parole di Stefano Masini, responsabile ambiente e territorio della stessa spiega infatti che sugli Ogm: “occorre leggere Barroso nella sua integralità. Credo che siamo di fronte a una scelta storica quando dice che dalla “coesistenza dobbiamo passare alla libertà degli Stati di rivendicare la propria sovranità nelle scelte agricole e alimentari. Oggi finalmente risulta libero il campo per decisioni degli Stati che intendono far valere la scelta di qualità di identità e tradizione. Per l'Italia e tutto il made in italy - conclude Masini - la scelta è obbligata: la strada è quella tracciata dalle richieste dei consumatori che a gran voce considerano i prodotti Ogm meno salutari”.
Di parere opposto Confagricoltura, secondo la quale la decisione di Bruxelles “interrompe un embargo di anni, aprendo una finestra di possibilità nuove per l'agricoltura in Europa”.
Anche il Vaticano per voce del Cancelliere della Pontificia Accademia per le Scienze, Mons. Marcelo Sanchez Sorondo apre all'agricoltura transgenica: “Positivo l'uso degli Ogm per combattere la fame nel mondo, purché non si trasformi in un'attività speculativa”.
Fonti: La Stampa, Repubblica, Ansa
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