2011 - 2020 Il decennio della biodiversità

Molti ignorano che il periodo 2011-2020 è stato definito il “decennio della biodiversità”, tutelata dalla Comunità Internazionale tramite la Convenzione della Diversità Biologica, firmata a Rio de Janeiro nel 1992.
 
La sua conservazione è di vitale importanza per il funzionamento degli ecosistemi che costituiscono un anello essenziale per la sopravvivenza dell’uomo, dell’economia globale, per la regolazione climatica e la riproducibilità della vita stessa.
Per garantire opportunità di sviluppo alle future generazioni, tutte le specie devono essere preservate nella loro diversità genetica e nei loro habitat. La natura offre una varietà di soluzioni per raggiungere uno sviluppo sostenibile che solo in parte, e con costi elevatissimi, potrebbe essere ottenuto attraverso i mezzi tecnologici. Ad esempio quante più piante ed alberi saranno coltivati nelle città, maggiore sarà la quantità di polveri e inquinanti filtrati naturalmente dall’aria. La Convenzione per la Diversità Biologica definisce la biodiversità come “la variabilità degli organismi degli ecosistemi marini, d’acqua dolce e terrestri di cui essi fanno parte, includendo in questo concetto la diversità all'interno delle specie, quella interspecifica e quella ecosistemica”.
L’Unione Europea è da qualche tempo impegnata nella tutela della Biodiversità in ambito comunitario e nel resto del mondo. Nell’ormai lontano 1992 ha sottoscritto la Convenzione di riferimento garantendo al tempo stesso, con la Direttiva Habitat (92/43/CEE) iniziative ispirate allo spirito del Preambolo della Conferenza di Rio. Nel 2011, la Commissione Europea ha presentato una nuova Strategia per la biodiversità fino al 2020, che traccia le linee guida per la conservazione e protezione delle risorse naturali, attraverso una gestione sostenibile. L’Italia con la legge n. 24/1994 si è impegnata a definire una “Strategia nazionale per la biodiversità”, adottata in sede di Conferenza Stato-Regioni il 7 ottobre 2010. Per una visione unitaria dell’impegno, ha istituito il Comitato Paritetico, l'Osservatorio Nazionale per la Biodiversità e una rete di uffici regionali con il compito di favorire il necessario coordinamento delle attività di conservazione.
La conservazione della diversità biologica è una sfida in cui ognuno di noi può impegnarsi. A casa e al lavoro, in viaggio e al supermercato, ognuno di noi può contribuire alla salvaguardia di specie e habitat attraverso un uso sostenibile delle risorse naturali e con uno stile di vita più responsabile, aiutando noi stessi, l’ambiente e la biodiversità.
 
Fonte: naturaitalia.it
 
 
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