2012: Anno Internazionale dell'Energia Sostenibile

Continua l'attenzione dell'ONU verso l'ambiente, nonostante sul piano "legale" di azioni per contrastare i mutamenti climatici, non esista ancora nulla di concretio. Un anno importante per il futuro del pianeta il 2012, che inizia a pochi giorni dalla conclusione della Conferenza ONU sul clima di Durban e che culminerà con la conferenza di Rio+20, dichiarato dall'ONU Anno Internazionale dell'Energia Sostenibile.
 

A giugno saranno trascorsi 20 anni da quando Severn Suzuki, la bimba canadese di 12 anni "fondatrice" dell "'Environmental Children's Organization (ECO)", parlò ai grandi della Terra riunitisi a Rio de Janeiro in occasione della prima conferenza mondiale sull'ambiente. Universalmente conosciuta come "La ragazzina che zittì il mondo per 6 minuti", i video del discorso sono reperibili su You Tube, Suzuki e la Conferenza di Rio, rappresentano nell'immaginario collettivo lo spartiacque dello sviluppo in-sostenibile degli ultimi due secoli. Confine che seppur riconosciuto per vent'anni, sembra aver prodotto solo timidi tentatvi di superamento e abbattimento. Ad oggi la questione ambientale, infatti continua ad essere sempre più pressante e le proposte e le soluzioni per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici paiono rimanere solo sulla carta e nelle parole di circostanza dei govenanti.

Così per il terzo anno consecutivo le Nazioni Unite, dedicano i 12 mesi solari alla sensibilizzazione delle coscienze di cittadini e governi su di un tema ambientale. Dopo biodiversità e foreste nel 2010 e 2011, il 2012 sarà l'occasione per porre l'attenzione sull'approvigionamento energetico e lo sfruttamento delle risorse. E per una volta si spera che alle azioni di sensibilizzazione seguano vere e proprie azioni,  a iniziare dalla nuova Conferenza di Rio a giugno, Rio+20 dove i governi saranno chiamati a raggiungere obiettivi comuni per tutelare gli equilibri del pianeta, verso un nuovo assetto per lo sviluppo sostenibile. Punto fondamentale degli obiettivi del programma di Sviluppo del Millennio, il memorandum in cui tutti i 191 stati membri dell’ONU, si sono impegnati a raggiungere 8 obiettivi entro il 2015, per sconfiggere povertà estrema, malattie,  inquinamento ambientale e innalzare la qualità della vita di ogni essere umano che abita il pianeta. Scopi dove la questione energetica occupa un ruolo non marginale. Come testimonia la risoluzione 65/151 dell'ONU, che riconoscendo l’importanza dell’energia per lo sviluppo sostenibile, ha designato il 2012 Anno Internazionale dell’energia sostenibile per tutti. Oggi 1,4 miliardi di persone non hanno ancora la possibilità di accedere alle fonti di energia più moderne e tre miliardi di individui fanno utilizzo di “biomasse tradizionali” e di carbone come principali combustibili. Dati che non possono che far riflettere su una situazione che descrive uno dei principali ostacoli allo sviluppo umano, sociale ed economico delle popolazioni, essendo i servizi energetici di grande impatto su produttività, salute, cambiamento climatico, sicurezza alimentare, acqua e sistemi di comunicazione di qualsiasi società. L'accesso universale all'energia è per l'ONU uno degli stumenti prioritari per combattere la povertà endemica, attraverso l'impegno di governi e del settore privato per garantire l'accesso universale a servizi energetici moderni, capaci di raddoppiare il tasso di efficienza energetica e della quota di energie rinnovabili nel mix energetico globale nel prossimo futuuro. Per sostenere questi ambiziosi traguardi le Nazioni Unite cercheranno di favorre un nuovo accordo globale "Energy Network Access Practitioner". Istituendo un gruppo composto da professionisti della società civile e del settore privato impegnato nella fornitura di servizi energetici, che cercherà di sviluppare un approccio più integrato alla pianificazione energetica per raggiungere l'accesso universale all'energia entro il 2030. Intanto sono già oltre 20 gli eventi programmati nei prossimi 12 mesi da Roma, Londra, Berlino e Ginevra a New York e Rio de Janeiro, da Antalya, Dacca e Pechino a Durban e Hammamet.
 
Approfondimenti

Fonte: ONU Italia

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