Amsterdam-biente: un viaggio tra eolico, bike sharing e raccolta differenziata (video ambiente)

Amsterdam è una città compatta e vivace, in cui tantissima gente vive, lavora e passa il proprio tempo libero in una zona relativamente piccola. L’attrazione che suscita in numerosi viaggiatori rende la politica ambientale un fattore basilare per la salvaguardia della stessa città.

Politiche ambientali
Ogni quattro anni il comune elabora un programma di politica ambientale. Il piano più recente definisce gli obiettivi per rendere Amsterdam una città sostenibile e “pulita”. Uno sforzo, che mette in campo 30 “ufficiali di polizia ambientale”, 10.000 biciclette e 100 barche, per monitorare costantemente il livello di inquinamento. Per i cittadini che non osservano le regole, comprese le aziende, sono previste multe. La città si trasforma così in uno spazio da reinventare, tutelando l’ambiente, per evitarne il collasso.  Il progetto Volgermeerpolder, un territorio a nord di Amsterdam, che dopo decenni di sfruttamento e di inquinamento dovuti all’utilizzo dello stesso come discarica, va esattamente in questa direzione. Le sostanze inquinanti vengono isolate dall’ambiente circostante, coprendole con strati di suolo, a loro volta ricoperte da una membrana impermeabile. Sopra questa struttura protettiva si realizza un sistema di bacini di acqua piovana di profondità, i cui argini vegetali diventano l’occasione per creare nuovi spazi di fruizione pubblica.

Energie rinnovabili e controllo delle emissioni di CO2
I mulini a vento rappresentano una delle immagini evocative per eccellenza dei Paesi Bassi, e proprio l’energia eolica trova in Olanda un’applicazione pratica: il 3,4% dell’intera elettricità prodotta in UE è fornita dall’eolico olandese. Rispetto alle emissioni d CO2, la capitale del paese dei tulipani, punta per il 2025 ad emissioni minori del 40% rispetto al 1990, anche attraverso programmi di risparmio energetico. In Olanda, in particolare ad Amsterdam, sorgono alcuni fra i più grandi inceneritori d'Europa per produrre energia (dai mezzi per il trasporto all’illuminazione pubblica). La politica – oltre a porsi l'obiettivo di ridurre il conferimento in discarica di rifiuti recuperabili – sta incominciando a seguire la strategia di bruciare sempre meno rifiuti, favorendo altresì la prevenzione, il riciclo e il riuso (ad esempio mediante incentivi, come cauzioni e riconsegna presso i centri commerciali sul riutilizzo delle bottiglie di vetro e di plastica).

Smaltimento dei rifiuti
Nella “Venezia del Nord” il comune pubblica  “La Guida del riciclaggio”  che informa i cittadini su argomenti quali bio-spreco, riuso, merci usate e informazioni sull’affitto o la riparazione di elettrodomestici. La raccolta giornaliera attua metodi quali l’uso di container interrati o seminterrati 7/7 giorni e 24/24 ore, che emergono solo all’arrivo del camion, per essere svuotati e sostituiti. Ciò che resta in termini di spazzatura, intorno alle 300.000 tonnellate all'anno, dal 1993 viene incenerito nella zona ultramoderna di Westpoort. L’olanda è stata uno dei primi paesi a introdurre per limitarne l’uso il pagamento dei sacchetti di plastica, e il riciclo dei rifiuti elettronici. Se i mulini a vento caratterizzano i Paesi Bassi, l’acqua fa da sfondo alla capitale,  nei canali 80.000 m3 di limo vengono annualmente dragati per permettere la navigazione e 8.000 m3 di rifiuti sono rimossi.

Mobilità e bike sharing
I problemi di parcheggio, il complicato sistema di strade a senso unico, le strette vie e le biciclette colorate di bianco del movimento contro culturale Provo, della metà degli anni ’60, che anticiparano le battaglie per l’ecologia e per un consumo critico, fanno di Amsterdam una delle capitali del bike sharing. Oltre 400 km (250 a doppia corsia e 150 a unica) di percorsi dedicati, sono a disposizione di circa 600.000 bici, che è possibile noleggiare. Una fitta rete di rastrelliere e parcheggi, più ampi, in prossimità delle stazioni e  delle fermate di bus e tram, creano nodi di interscambio modale nell’ottica di una mobilità sostenibile, come i 120 pedalò messi a disposizione per godere dei canali in maniera rispettosa dell’ambiente.

Approfondimenti e Fonti: 

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