Comuni Ricicloni 2016: Italia è più ecologica in tema di rifiuti

Dopo l’entusiasmante notizia che riguarda la cura dei nostri mari, l’Italia è il paese europeo con più Aree Marine Protette, arriva un altro dato incoraggiante: la crescita vertiginosa dei comuni ricicloni. A rivelarlo è stato il Premio Comuni Ricicloni 2016  di Legambiente che monitora le realtà locali che praticano la raccolta differenziata, premiando quelle più virtuose.

Secondo i dati raccolti, quest’anno, c’è stato un aumento del 32% rispetto al 2015. Crescono i comuni Rifiuti free, ovvero quelli che oltre a mettere in pratica l’attività di riciclo, puntano sulla riduzione del residuo non riciclabile da avviare a smaltimento. Secondo le stime del dossier, sono ben 525 le realtà che producono meno di 75 chilogrammi annui per abitante di rifiuto secco indifferenziato. Un aumento che seppure sia stato conseguito con politiche diverse, la raccolta domiciliare, una comunicazione efficace o l’applicazione di tariffe che premiano il cittadino virtuoso, ha avuto una denominazione comune: la responsabilizzazione dei cittadini.
La nuova geografia ecologica dell’Italia presenta il primato del nord con 413 comuni Rifiuti free, a seguire il sud con 87 municipi e infine il centro con 25 circoscrizioni. Le regioni più virtuose, che con le pratiche di riciclo e riuso superano la media nazionale del 7% di Rifiuti free sono: il Veneto (35%) il Friuli-Venezia Giulia (29%) il Trentino-Alto Adige (17%) e la Campania (9%). Assenti in questa speciale classifica, causa la mancanza di realtà locali con un’alta percentuale di differenziata e una bassa produzione di rifiuto secco residuo sono: la Valle d’Aosta, l’Umbria, la Puglia e la Sicilia.
Il dossier proposto da Legambiente, consente peraltro di raccontare altre belle esperienze green come l’esempio dell’Emilia Romagna che, con il sistema di penalità e premialità della nuova legge regionale in materia di riciclo, ha fatto sensibili miglioramenti.
L’edizione 2016 del Premio, da quest’anno, al fine di migliorare l’efficienza e la gestione sostenibile dei rifiuti, ha inserito dei nuovi criteri di partecipazione. Infatti, per la redazione della classifica, non solo si doveva rispettare l'obiettivo posto dal D.Lgs 152/06: limite minimo della raccolta differenziata pari a 65%, ma si doveva anche puntare sulla qualità e sulle politiche di prevenzione.
Naturalmente affinché l’Italia diventi una nazione “Rifiuti free” che faccia vincere l’economia circolare, serve una politica che elevi queste buone pratiche a standard su tutto il territorio nazionale, magari con incentivi economici che facciano diventare la raccolta differenziata più conveniente per il  cittadino. La diffusione su larga scala di un sistema di tariffazione puntuale e l’avvio di un’attività di dismissione degli inceneritori, a partire dagli impianti più obsoleti, gli strumenti da utilizzare.
Legambiente in occasione del Manifesto Rifiuti free, ha stilato una serie di proposte che se messe in atto possono contribuire in maniera sensibile a liberare l’Italia dall’emergenza rifiuti. Si tratta di 10 pratiche, di cui 4 già realizzate. L’utilizzo dei proventi dell’ecotassa per politiche di prevenzione, riuso e riciclo. L’istituzione di premi per i comuni virtuosi e le popolazioni con sistema di tariffazione. L’eliminazione di incentivi per il recupero energetico dai rifiuti. La definizione della rete impiantistica italiana per il riciclaggio e il riuso dei rifiuti.
Oltre all’introduzione del “Chi inquina paga”: l’esborso di denaro per chi sporca e infine uno stop alle pratiche di commissariamento per l’emergenza rifiuti.
Insomma, pratiche semplici e green che l’Italia sarebbe in grado di attuare senza utilizzare particolari risorse economiche.

Link: Goletta Verde inaugura una mostra di successi a protezione del mare
Fonte: ricicloni.it; legambiente.it


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