G8, G20, G17: mutamenti climatici e chi non ci crede

Un mese denso di appuntamenti, aprile. Clima, energie rinnovabili, sviluppo sostenibile e misure anticrisi sono al centro dell’agenda politica internazionale, in concomitanza con alcuni summit, dal G20 di Londra al G8 ambiente di Siracusa e intanto si moltiplicano gli scettici della teoria del surriscaldamento globale.


Mentre il Presidente statunitense Barack Obama, a ridosso della Giornata Mondiale della Terra e del G20 di Londra, lanciava la proposta di un vertice, su energia e clima, tra l’ONU e le 16/17 maggiori potenze del pianeta, sui media e nelle dichiarazioni pubbliche di politici e scienziati apparivano segnali in controtendenza. L’obiettivo delle varie riunioni, in calendario in questo periodo, dovrebbe essere per i governi quello di lavorare in prospettiva al dopo Kyoto. Se il G20 si è concluso da poco, altri appuntamenti devono ancora iniziare. E’ il caso del G8 Ambiente di Siracusa in programma dal 22 al 24 aprile, o del forum su energia e clima, richiesto dall’amministrazione USA, nelle intenzioni un percorso a tappe, di cui la prima ipotizzata a Washington, il 27 e 28 aprile. Due incontri specifici e in preparazione ad eventi più generali, il G8 della Maddalena e  la “Conferenza Onu sul clima” di dicembre a Copenaghen. Ci sarebbe quindi da rallegrarsi, finalmente l’ambiente, il clima e le rinnovabili al centro delle discussioni economiche, ma all’orizzonte indicazioni opposte si fanno sempre più minacciose.
Se a Londra il G20 era stato anticipato da un vademecum anticrisi per il lancio di un New Deal verde, redatto da economisti e Nazioni Unite, dove venivano individuati settori chiave in cui promuovere massicci investimenti, per stimolare la ripresa e creare milioni di posti di lavoro, le conclusioni ufficiali non sono state quelle attese. Il memoriale dell’UNEP, traccia una linea decisa e netta in favore di una ripresa eco-compatibile, dall'efficienza energetica degli edifici all'incentivazione di fonti come sole, vento e biomasse, passando per la gestione di acqua dolce, foreste e coralli, fino ad agricoltura e trasporti sostenibili. Come sottolinea Achim Steiner, direttore esecutivo del Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente (Unep): ''Gli investimenti su larga scala, messi a punto nei prossimi mesi e nei prossimi quattro anni rappresentano un'occasione che si presenta una sola volta nella vita per compiere la transizione verso una società a basso impatto di carbonio ed efficiente dal punto di vista delle risorse''. Nella capitale britannica, però tale ammonimento è caduto in sordina. Infatti le conclusioni finali parlano di uno stanziamento di mille miliardi di euro, da destinare al Fondo monetario internazionale, e all’aiuto al commercio. Per cui anche se secondo il segretario al clima ed all’energia di “sua maestà” Ed Milliband: “Paesi che una volta erano restii a riconoscere il problema dei cambiamenti climatici, sembrano aver preso coscienza della situazione”, per Greenpeace è altrettanto assodato che misure concrete, durante le sessioni del G20, non ne sono state prese. Ma non è tutto. Mentre Obama annuncia sin dalla campagna elettorale, la priorità di una politica ambientale come parte della strategia per uscire dalla crisi, sulle pagine del New York Times, un appello lanciato da oltre 100 scienziati e premi Nobel annuncia che il Presidente ha torto. Da una parte i primi mesi di mandato hanno registrato numerosi provvedimenti in direzione “ecologica”. Gli aiuti al settore auto sono vincolati alla produzione di “vetture pulite”, tra i 787 miliardi di dollari stanziati per bloccare la recessione, molti sono per lo sviluppo di fonti pulite e a guida del dipartimento Energia è stato chiamato Steven Chu, premio Nobel per la fisica e guru delle rinnovabili. Dall’altra, “No Mr. President” il titolo dell’intera pagina, a pagamento, pubblicata dal quotidiano USA, voluta dal Cato Institute, fondazione statunitense con tendenze conservatrici, mette in discussione la base scientifica del riscaldamento del pianeta. Il surriscaldamento, secondo gli studiosi, non è dovuto alle emissioni di CO2 da parte dell’uomo, tesi, avvalorata ,a parere dei ricercatori, dalla non unanimità della comunità scientifica su cause ed effetti dei mutamenti climatici.
Un’assist, voluto o involontario? per chi vorrà nei prossimi vertici contrastare gli obiettivi del 20-20-20 o l’elaborazione di un nuovo accordo che sostituisca il Protocollo di Kyoto. Una motivazione che non risolve però il problema, perché non limitare l’effetto serra? Se è vero che non tutti gli accademici sono d’accordo con il rapporto Stern,  ex capo economista della Banca Mondiale “Gli impatti sul clima costeranno circa il 20% del prodotto interno globale, con grandi costi in vite umane e di estinzione di specie animali e vegetali”, perché non provarci lo stesso? Se le ipotesi degli scettici sono giuste, mettere un freno all’effetto serra non avrebbe ricadute negative su economia e ambiente, mentre se sono reali, i rischi nel sottovalutarlo non sarebbero certamente irrisori per umanità, pianeta e scienziati stessi.

Fonte: Ansa, La Stampa, Il Sole 24 Ore, Greenpeace, Ecoblog, greenreport.it

Oltre a informazioni su <em><strong>cambiamenti climatici</strong></em>, su Effetto Terra, puoi trovare informazioni su g8 ambiente, g20, Obama e iscriverti a <a href="http://www.effettoterra.org/archivio-newsletter">newsletter</a>, <a href="http://www.effettoterra.org/directory">segnalare siti</a> e partecipare a <a href="http://www.effettoterra.org/forum">forum</a>, nonchè visitare i <a href="http://www.effettoterra.org/siti_consigliati.html">siti consigliati</a>, che trattano queste tematiche."

Pubblicato in


Mercato

Il mercato di EffettoTerra

Turismo Responsabile

SOSTIENI L'AMBIENTE

Sostieni Effetto Terra: dona il 5x1000 a Eta Beta

Incontri formativi scuole

Eta Beta propone incontri per imparare come cambiare i comportamenti di consumo e come migliorare ogni giorno l’ambiente in modo efficace, con piccoli gesti.

EffettoTerra Newsletter

Iscriviti alla newsletter del portale

Archivio Newsletter