I laghi come i mari minacciati dalla plastica

Secondo un indagine compiuta da Christian Laforsch dell’università tedesca di Bayreuth, pubblicata sulla rivista Current Biology, dal titolo “Contamination of beach sediments of a subalpine lake with microplastic particles”, la plastica si rivela sempre più una grave minaccia i laghi subalpini.
 
Un nuovo studio, svolto all'Università di Bayreuth, ha scoperto che nel Lago di Garda sono presenti concentrazioni significative di microplastiche. Una scoperta, questa, a dir poco preoccupante che non può non indurci a riflettere su tale problema, visto che la presenza di plastica nei laghi, come del resto negli oceani, può avere effetti molto gravi, soprattutto sugli animali.
Christian Laforsch ha scelto il Lago di Garda come punto di partenza per indagare la presenza di particelle di plastica nell'acqua dolce e si aspettava che queste acque fossero molto meno inquinate data la loro posizione subalpina. Invece, con sorpresa, è stato scoperto che il numero di particelle di microplastica trovata nei campioni dei sedimenti del lago di Garda è simile a quello presente nei sedimenti marini. I numeri sono sconcertanti: circa 1.000 particelle più grandi per m2 e 450 particelle di micro-plastica sono state rilevate nella stessa area.
La forma e il tipo di particelle indicano che esse sono il risultato della degradazione di pezzi di plastica più grandi, molto probabilmente spazzatura (come posate, piatti, bottiglie) gettata nel lago. La dimensione dei pezzetti di plastica scoperti è tale, sottolineano gli autori, che questi potrebbero essere ingeriti dagli organismi che vivono nel lago, compresi gli invertebrati. Infatti, i ricercatori hanno dimostrato in laboratorio che gli invertebrati di acqua dolce, dai vermi alle pulci d'acqua, sono in grado di ingerire le microplastiche. Christian Laforsch, che ha guidato la ricerca, spiega: "Molti prodotti plastici sono cancerogeni o tossici per il sistema endocrino delle specie che li ingeriscono. Inoltre i polimeri possono assorbire inquinanti tossici e trasportare questi composti in habitat altrimenti meno inquinati".
Nico Salmaso dell'Istituto Agrario di San Michele all'Adige Fondazione Mach dice: “Lo studio contribuisce a far luce su un ulteriore elemento di disturbo della qualità dell'acqua del lago di Garda e la scoperta è un ulteriore motivo di preoccupazione''.
Salmaso studia da anni l'eutrofizzazione del lago di Garda, ossia la presenza di troppi nutrienti, dovuta agli scarichi urbani, che porta alla proliferazione di alghe, fra cui anche specie tossiche.
La scoperta che abbiamo fatto per il Lago di Garda – secondo Laforsch – è una cattiva notizia per tutti i laghi, con conseguenze ecologiche ed economiche incerte. La semplice esistenza di particelle microplastica in un lago subalpino suggerisce una rilevanza ancora maggiore di particelle di plastica nelle acque dolci di pianura”. “Oltre ai danni provocati dal materiale plastico ingerito perché scambiato con il cibo – ha proseguito Laforsch – molti prodotti chimici associati alla plastica hanno dimostrato di essere cancerogeni, dannosi per il sistema endocrino ed altamente tossici”.
Fonte: bbc.co.uk; ANSA
 
 

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