Il “Belpaese” rischia di essere meno bello

Tagli proposti nelle ultime finanziarie e molteplici rapporti di associazioni scientifiche, ambientaliste e per la tutela del patrimonio, fotografano una situazione non del tutto rassicurante per l’ambiente e la ricchezza artistica e naturale della penisola, dove ha sede il maggior numero di siti Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO [all’interno video sul sito delle Eolie].

Attualmente l'Italia è la nazione che detiene il maggior numero di siti inclusi nella lista dei patrimoni mondiali dell'umanità, 42 culturali e 1 naturale (l’arcipelago delle Isole Eolie). Alcuni dei siti della lista dell'Unesco sono inseriti anche nella "lista del patrimonio mondiale in pericolo". Si tratta dei siti le cui condizioni destano serie preoccupazioni, per i quali esiste una minaccia "grave e precisa" di degrado e che richiedono grandi lavori di manutenzione. Per il momento nessun sito italiano vi fa parte, ma i sintomi degli ultimi due anni dovrebbero far riflettere sulla volontà di perseguire strategie sostenibili. Nell’estate 2007 le Isole Eolie hanno rischiato di essere espulse dalla lista Unesco, in quanto nel Comune di Lipari, una cava per l'estrazione della pietra pomice non era chiusa, venendo meno agli accordi che avevano accompagnato il riconoscimento dell’arcipelago nella lista Unesco. E’ di questa estate invece lo snaturamento del centro storico, ad opera del turismo di massa,  di San Gimignano, che ad agosto ha registrato un tale incremento di presenze “in giornata” da far temere per la sopravvivenza del borgo stesso. A tutto questo la politica e le amministrazioni non sembrano particolarmente sensibili. Da un lato le ultime due finanziarie hanno previsto l’azzeramento del contributo a favore di enti locali e titolari di edifici nei comuni con popolazione inferiore a 100.000 abitanti per il recupero e la conservazione degli edifici riconosciuti dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità o il taglio dei finanziamenti previsti per lo “sviluppo della mobilità locale alternativa nei centri storici riconosciuti dall’UNESCO. Dall’altro i recenti condoni, sembrano aver avviato un nuovo boom edilizio, che non risparmia neppure il paesaggio italiano protetto, basti pensare alla proposta di nuova edificazione di 42 villette con piscina a Corniglia, nelle Cinque Terre, o alla costruzione di un parcheggio sotto i Sassi a Matera, denunciata da Legambiente.
Una situazione che trova riscontro anche nella campagna “Paesaggi sensibili”, presentata il 20 settembre e promossa da “Italia Nostra” per far maturare nei cittadini la conoscenza di un  territorio sempre più a rischio perché consumato dall’incuria e dalla speculazione. Cinquanta siti di un patrimonio inestimabile a rischio, da salvare attraverso passeggiate, escursioni in battello o in treno, conferenze e dibattiti e con la redazione della ”carta dei valori” e della “carta dei rischi” dei 

“paesaggi sensibili” coinvolgendo i giovani e il mondo della scuola in un concorso per la riscoperta del paesaggio italiano.
Un paesaggio quello italiano e non solo, sempre più in pericolo, ed un patrimonio, non solo più quello naturale, ma anche quello culturale che causa i cambiamenti climatici rischia di scomparire, come ormai ammoniscono numerosi studi scientifici, se non si corre ai ripari. Il CNR in uno studio finanziato dalla Commissione Europea, denominato “Noah's Ark” nel maggio scorso, dimostrava, ad esempio, come nel nord Europa sia aumentata la corrosione di ferro e bronzo correlata agli inquinanti e alla temperatura media annuale. Uno studio che ha preso in esame anche l’Italia e da cui è nato "Atlante di vulnerabilità" con le mappe europee delle variazioni climatiche che potranno causare danni.

 Fonte:

Unesco, Unesco Italia, Repubblica, Italia Nostra

Oltre a informazioni sulla<strong><em> mutamenti climatici</em></strong>, patrimonio ambiente alternative su Effetto Terra, puoi trovare informazioni e iscriverti a <a href="http://www.effettoterra.org/archivio-newsletter">newsletter</a>, <a href="http://www.effettoterra.org/directory">segnalare siti</a> e partecipare a <a href="http://www.effettoterra.org/forum">forum</a>, nonchè visitare i <a href="http://www.effettoterra.org/siti_consigliati.html">siti consigliati</a>, che trattano queste tematiche."

Pubblicato in


Mercato

Il mercato di EffettoTerra

Turismo Responsabile

SOSTIENI L'AMBIENTE

Sostieni Effetto Terra: dona il 5x1000 a Eta Beta

Incontri formativi scuole

Eta Beta propone incontri per imparare come cambiare i comportamenti di consumo e come migliorare ogni giorno l’ambiente in modo efficace, con piccoli gesti.

EffettoTerra Newsletter

Iscriviti alla newsletter del portale

Archivio Newsletter