ISPRA: i dati ambientali del territorio italiano

Esposizione incoraggiante per la pubblicazione dei dati ISPRA relativi alle acque di balneazione di mari, fiumi e laghi. Da quanto è emerso dall’annuario dei dati ambientali l’89% delle acque marine gode di uno stato di salute sufficiente, soprattutto a livello microbiologico.
 
Alla ricerca hanno partecipato 16 regioni e 2 province autonome che hanno consentito di poter analizzare nel complesso circa 2.600 insediamenti idrici tra fiumi e laghi. Una notizia positiva riguarda invece lo stato chimico delle acque sotterranee, su un monitoraggio di 4.023 stazioni quasi il 70% presenta uno “stato di salute buono” mentre il 30% è qualitativamente scarso.
Tra i problemi delle coste c’è da rilevare la cementificazione selvaggia, tra il 1950 e il 1999 sono state riscontrate modifiche per 25 metri di costa, ad oggi i dati rilevati parlano dell’8,2% (circa 675 km) di costa artificializzata soprattutto con opere di difesa costiera.
Nell’ultimo decennio si è assistito anche ad un incremento di infrastrutture portuali all’incirca il 14,2 Km di costa.
La buona notizia, grazie ai dati forniti dell’eurobarometro 2014, è che i cittadini preoccupandosi dell’inquinamento atmosferico ricorrono sempre più alla mobilità sostenibile. Nel 2014 i trasporti sono stati responsabili per il 25,5% delle emissioni di gas serra totali, questi dati unitamente all’aumento delle fonti di energia rinnovabili fanno presagire a lungo termine maggiore protezione per la salute umana.
Il problema che assume importanza generale è quello dell’inquinamento acustico ed elettromagnetico. Dal controllo di 2.678 di sorgenti di rumore (il 57,5% attività commerciali e il 28,8% infrastrutture di trasporto) risulta un progressivo aumento, superando perfino i limiti imposti, pari al 42,2% nel 2011, 42,6% nel 2012 e al 43,9% nel 2013;
Dai controlli effettuati su apparecchiature elettromagnetiche (Radiotelevisione, telefonia) emerge un dato meno confortante per quanto riguarda gli impianti RTV (358) aumento di 7 volte rispetto agli impianti di SRB (52) relativi alla telefonia, anche per una complessa opera di risanamento della prima rispetto alla seconda.
I maggiori pericoli sono creati dall’azione imprudente dell’uomo. Infatti nel 2014 si sono verificati circa 200 eventi di frana che hanno causato 14 vittime e innumerevoli danni alla rete autostradale e ferroviaria. Le regioni più esposte a tali rischi e che hanno subito maggiori danni sono: Liguria, Piemonte, Toscana, Veneto, Campania, Lombardia e Sicilia. Da questi dati si calcola che più di 8.600.000 di abitanti vivono il rischio di alluvioni e smottamenti possibili alle prime piogge.
I dati dell’annuario pubblicato dall’ ISPRA sono consultabili e scaricabili al seguente indirizzo web: www.isprambiente.gov.it
 
Fonte: ISPRA
 

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