ISPRA - Rapporto rifiuti urbani 2019

Il rapporto intende analizzare secondo vari controlli l’andamento di produzione e smaltimento dei rifiuti su scala nazionale.

Osservando i dati è infatti riscontrabile come nel 2018 la produzione di Rifiuti Urbani (RU) abbia toccato quota 30,2 milioni di tonnellate, registrando un aumento del 2% (+590 mila tonnellate) rispetto all’anno precedente, riallineandosi alle cifre del 2016.

Esaminando con più attenzione il trend della produzione di RU rispetto ai consumi delle famiglie attraverso il rapporto dei valori annuali, nel 2016 si osservava una crescita per entrambi gli indicatori, con un aumento leggermente superiore per quanto riguarda la produzione di rifiuti urbani. Nel 2017 crescevano i consumi e calava la produzione di RU, mentre nel 2018 si registra una nuova crescita di entrambi gli indicatori anche in questo caso più sostenuta per i rifiuti.
Nel 2018 la produzione cresce in tutte le macroaree geografiche, in modo più marcato nel Nord +2,7% (produzione di RU pari a 14,3 milioni di tonnellate), nel Centro +1,7% (produzione RU pari a 6,6 milioni di tonnellate) e al Sud +1,1% (produzione RU pari a 9,2 milioni di tonnellate).
Nello stesso anno il totale della raccolta differenziata di RU nel nord Italia è stata pari al  67,7% (9,7 milioni di tonnellate) nel centro Italia al 54,1% (3,5 milioni di tonnellate) e al sud 46,1%(4,2 milioni ti tonnellate).
I valori più alti di produzione pro capite si osservano, come nelle precedenti annualità, per il Centro con 548 kg. per abitante, con un aumento di oltre 10 kg. per abitante rispetto al 2017. Il valore medio del nord Italia si attesta a circa a 517 kg. per abitante, in crescita di 14 kg. per abitante rispetto al 2017, mentre il dato del Sud si attesta intorno a 449 kg. per abitante, con un aumento di 7 kg. La produzione pro capite di questa macroarea risulta inferiore di quasi 51 kg. per abitante rispetto al dato nazionale.

Nello studio condotto è stata inoltre riportata una valutazione dei costi, sostenuti dai Comuni italiani e dagli altri Enti gestori, relativi al ciclo di gestione dei rifiuti urbani. L’analisi dei costi, ha riguardato l’anno 2018, ed è stata effettuata tramite l’elaborazione dei dati finanziari riportati nella sezione “Comunicazione Rifiuti Urbani” del Modello Unico di Dichiarazione (MUD) di cui al DPCM 24 dicembre 2018, “Approvazione del
modello unico di dichiarazione ambientale per l’anno 2019”. In particolare, i dati sono stati ricavati dalla scheda CG (Costi di Gestione) relativa ai costi di gestione, presentata dai Comuni, dai Consorzi e da altri gestori pubblici e privati. I costi riguardano la gestione dei rifiuti urbani indifferenziati, la raccolta differenziata, la pulizia ed il lavaggio delle strade, nonché altri servizi connessi in generale con la gestione dei rifiuti urbani. Il campione esaminato è composto da 5.983 Comuni, pari al 75,2% dei Comuni italiani (7.954), corrispondente a 50.874.692 di abitanti residenti, ovvero l’84,3% della popolazione italiana (60.359.546). Per quanto riguarda i costi specifici per kg. di rifiuto, al fine di rispettare le modalità di determinazione dei costi impiegate nel calcolo dei costi pro capite annui, le quote dichiarate come costi di spazzamento e lavaggio, costi comuni e costi del capitale sono rapportate alla quantità totale di rifiuti urbani prodotti (indifferenziati + differenziati). Mentre il costo di gestione dei rifiuti indifferenziati è rapportato al quantitativo di rifiuti indifferenziati prodotti, comprensivo dei rifiuti da spazzamento stradale e dei rifiuti ingombranti avviati allo smaltimento. I costi specifici di gestione delle raccolte differenziate, invece, sono ottenuti rapportando i costi relativi alle quantità raccolte in modo differenziato.

Le frazioni della raccolta differenziata esaminate sono state: carta e cartone, vetro, plastica, metalli, legno, tessili, farmaci e medicinali, frazione umida, frazione verde, rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) nonché frazione da raccolta multimateriale. Gli esiti del lavoro svolto hanno mostrato, nel raffronto tra i dati dell’anno 2017 e quelli del 2018 e a livello medio nazionale, i seguenti costi specifici:

  • Carta e cartone: 13,9 centesimi di euro al kg. nel 2018 contro 15,6 nel 2017;
  • Vetro: 11,2 centesimi di euro al kg. nel 2018 contro 10,9 nel 2017;
  • Plastica: 19,1 centesimi di euro al kg. nel 2018 contro 24,5 nel 2017;
  • Metalli: 13,1 centesimi di euro al kg. nel 2018 contro 14,1 nel 2017;
  • Legno: 9,3 centesimi di euro al kg. nel 2018 contro 9,4 nel 2017;
  • Tessili: 19,0 centesimi di euro al kg. nel 2018 contro 18,1 nel 2017;
  • Frazione umida: 22,18 centesimi di euro al kg. nel 2018 contro 23,39 nel 2017;
  • Frazione verde: 8,9 centesimi di euro al kg. nel 2018 contro 9,75 nel 2017;
  • RAEE: 17,8 centesimi di euro al kg. nel 2018 contro 20,7 nel 2017;
  • Frazione multimateriale: 21,0 centesimi di euro al kg. nel 2018 contro 22,5 nel 2017;
  • mentre i costi specifici maggiori risultano per i farmaci scaduti, 1,7 euro/kg. nel 2018, contro 2,2 euro/kg. nel 2017.

Per leggere il rapporto completo scarica il PDF qui ISPRA, Rapporti 313/2019

Fonte: ISPRA, Rapporti 313/2019


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