L’Italia del riciclo

L’approfondimento svolto da Ecocerved sulla base dei dati MUD (Modello Unico di Dichiarazione ambientale), ravvisa l’importanza di proseguire nelle politiche già messe in atto, specialmente in ambito manifatturiero, riguardo l’economia circolare.

Per poter consentire una buona produzione di MPS (materie prime seconde), è necessario che il percorso di riciclo, prosegua e migliori sotto svariati aspetti. Circa 180 milioni di tonnellate, la produzione complessiva di rifiuti in Italia.
Sebbene vi sia un trend positivo, analizzando il rapporto tra la quantità di materiali secondari prodotti e quella dei rifiuti recuperati, dato che si aggira intorno al 67%, rispetto ai dati del 2014 non ci sono incrementi apprezzabili, fatta eccezione per l’organico, dato incrementato di due punti percentuali rispetto alla precedente analisi e che sulla base dei quantitativi trattati, rappresenta la performance più rilevante.

L’Italia nel 2018 ha superato la soglia delle 5,1Mt. in quanto a consumo di carta, posizionandosi al terzo posto a livello europeo in termini di impiego.  Nello stesso anno 4 Mt. tra carta e cartone, hanno preso la strada del riciclo con un tasso che si aggira intorno all’80%, se si considerano le quote di packaging in cellulosa recuperati come energia, si tocca un recupero complessivo dell’89%, quindi già oltre gli obiettivi prefissati dalla normativa comunitaria. Per quanto riguarda la catena vetraria, negli ultimi 10 anni la filiera degli imballaggi in vetro ha registrato un incremento passando dal 66% del 2009 al 76,3% del 2018. La plastica tocca quota 45%, ma sono necessari ricerca e innovazione per poter estendere le possibilità di riciclo. Gli imballaggi contuinano a rimanere il principale campo di applicazione delle materie plastiche sfiorando il 40% della plastica trasformata in Europa.
Nel 2018, si è registrato un incremento del 7% nella filiera degli imballaggi destinati al riciclo, aumentando del 3% il tasso di avvio a riciclo rispetto a un’immissione al consumo pari al 45%.

Inversione di tendenza invece per quanto riguarda gli pneumatici o la gomma fuori uso, con un aumento del riciclo e una diminuzione di utilizzo in campo di recupero energetico. Nello stesso anno i PFU avviati al riciclo sono stati 305.440t., di questi il 58% dei materiali separati è stato avviato al recupero di materia e il 42% a recupero  energetico. Dato importante, e che grazie alle politiche adottate per contrastare l’abbandono sul territorio, oltre che all’aumento del riciclo ha ridotto notevolmente l’impatto ambientale degli stessi. Resta comunque indubbio il fatto che tutto ciò non sia ancora sufficiente, è necessario incentivare gli “acquisti verdi” per colmare il divario di mercato e permettere così l’espansione di una macchina ormai ben avviata.
Anche per alluminio e acciaio i dati sono confortanti, entrambi toccano quota 80% in termini di riciclo, anche se resta fondamentale, specialmente per quanto riguarda l’acciaio, migliorare la qualità della raccolta degli imballaggi.
Per quanto riguarda il legno, i dati seguono un trend positivo, sfiorando il 63% e sostituendo quasi interamente il legno vergine per la produzione di pannelli.
Con gli imballaggi industriali rappresentati principalmente da pallet, bobine e casse, il lavoro dei privati è stato fondamentale, sono molte le aziende che si adoperano infatti nella reimmissione sul mercato di tali imballaggi “revisionati”. Tale processo di rigenerazione è una pratica diffusa tra le imprese consorziate a RILEGNO.
Male la raccolta di RAEE e pile o accumulatori, sebbene in aumento, va garantito un sistema di raccolta più efficace.
Soddisfazioni invece per quanto riguarda la raccolta di oli minerali esausti con un tasso di recupero pari al 100% del materiale riciclabile. La raccolta è passata da 183kt. a quasi 187kt., registrando una crescita del 2% rispetto all’anno precedente.

Per prendere visione di tutti i dati scarica il PDF completo: L'Italia del Riciclo

Fonte: Fondazione per lo sviluppo sostenibile


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