Mal’aria di città 2020

Secondo l’Agenzia Ambientale Europea (EEA) l’inquinamento atmosferico continua ad avere impatti significativi sulla salute della popolazione europea, gli inquinanti sotto osservazione in termini di rischio per la salute umana, sono le polveri sottili (Pm), il biossido di azoto (NO2) e l’ozono troposferico (O3).

Per il report Mal’Aria di città 2020 di Legambiente oltre a ricoprire un allarmante livello di rischio sulla salute, l’inquinamento atmosferico ha anche un notevole impatto economico se si considerano i costi sanitari ad esso associati. Ogni anno sono infatti oltre sessantamila le morti premature in Italia dovute a questo tipo di problematiche, un danno economico stimato sui costi sanitari previsti per le visite, le cure e le malattie che solo in Italia oscilla tra 47 e 142 miliardi di euro all’anno.
Attualmente la più grande minaccia ambientale per la salute umana è ricoperta dall’inquinamento atmosferico, e viene percepita come la seconda più grande minaccia dopo il climate change, ecco perché l’inquinamento atmosferico e il climate change sono due facce della stessa medaglia.

L’Italia è in emergenza cronica da inquinamento atmosferico e il 2019 ne è stata la prova: sono 54 le città che nel predetto anno superano il limite previsto per le polveri sottili (Pm10) o per l’ozono (O3).
Torino ha raggiunto le 147 giornate fuorilegge (86 per il pm10 e 61 per l’ozono), guidando inoltre la classifica per le polveri sottili (centralina Grassi) con 86 giorni di superamento.
Il capoluogo piemontese in questi 10 anni è stato primo 7 volte su 10 nella classifica sull’inquinamento atmosferico, collezionando in totale 1086 giorni di inquinamento in città, non da meno Alessandria  che con i suoi 896 giorni di sforamenti nel decennio si colloca al terzo posto. mentre Asti (836) supera abbondantemente gli ottocento giorni oltre i limiti e  va a ricoprire anch'essa un posto di rilievo.
È immediatamente riscontrabile come l’intero Piemonte, sia vittima di un fenomeno ormai fuori controllo, dove il solo arresto dei veicoli nei centri urbani durante le giornate di sforamento, non sia una pratica sostenibile e sufficiente a limitare gli acclarati danni nei confronti dei cittadini tutti.
Per questo motivo il Ministero dell’Ambiente ha sottoscritto nell’ultimo anno degli Accordi di Programma per il miglioramento della qualità dell’aria con molte Regioni oltre a quelle del bacino padano (Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto).

Per quanto riguarda gli errori già presenti negli accordi messi in campo da cui invece non si riesce ad uscire anche con queste nuove stipulazioni di programma riguardano sostanzialmente 4 aspetti:

  • le misure emergenziali relative a traffico, riscaldamenti e impianti industriali prevedono troppe deroghe e nessun controllo, o quasi;
  • gli incentivi per il rinnovo del parco mezzi circolante nel Paese;
  • le misure inerenti il riscaldamento domestico e l’uso delle biomasse sono risultati essere poco efficaci;
  • l’assenza di misure rispetto a molti altri settori strategici che concorrono alle emissioni inquinanti come industrie, agricoltura e aree portuali.

Per porre  rimedio a parte di queste problematiche secondo Mal’Aria di città 2020 bisognerebbe cominciare a rendere progressivi e stringenti i limiti alla circolazione in maniera permanente ed estesa in tutto l’ambito urbano. Chi compra un diesel nuovo o usato oggi deve sapere in che anno non potrà più circolare in città. L’obiettivo è quello di ridurre drasticamente il numero di auto private circolanti in città, l’Italia è infatti il Paese con uno dei più alti tassi di motorizzazione a livello europeo con un rateo di 65 auto ogni 100 abitanti. Incentivare inoltre impianti a emissioni zero per quello che riguarda gli impianti di climatizzazione, acqua calda e cucina, tramite l’utilizzo di pompe di calore o mezzi a induzione sarebbe un primo passo verso la risoluzione di un altro problema. Sarebbe inoltre necessario regolamentare tutti quei settori e quelle aree che ancor’ora sono rimaste in un limbo amministrativo e che potrebbero invece svolgere rilevanti funzioni per quanto riguarda la salute dell’aria, e di tutti noi che la respiriamo.

Per leggere il Rapporto completo di Legambiente vai a Mal’Aria di città 2020


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