Meno (carne e allevamenti intensivi) è meglio

La visione di Greenpeace International, su come ridurre gli impatti di carne e prodotti lattiero-caseari per un pianeta e una vita più sani.
Da poco pubblicato (marzo 2018) il documento è la trasposizione italiana del:“Less is more: Reducing meat and dairy for a healthier life and planet – Scientific background on the Greenpeace vision of the meat and dairy system towards 2050. Greenpeace Research Laboratories Technical Report (Review) 03-2018” a cura di Tirado R., Thompson, K.F., Miller, K.A. & Johnston, P.

Un’ analisi delle implicazioni ambientali e sanitarie della produzione e del consumo di carne e prodotti lattiero-caseari su clima, ambiente e salute sino al 2050.

CLIMA
Si prevede che le emissioni prodotte dall’agricoltura, continueranno ad aumentare in termini sia assolutistici che relativi, ed è quindi necessario, per salvaguardare il nostro eco-sistema, contrastare le emissioni prodotte dall’intero sistema alimentare, considerato che la crescita della popolazione e quella del benessere determinano un aumento della produzione dei rifiuti alimentari. I prodotti di origine animale sono responsabili di circa il 60% delle emissioni climatiche legate al cibo (IPCC 2014: Smith, P., et al. 2014. Agriculture, Forestry and Other Land Use (AFOLU). In: Climate Change 2014: Mitigation of Climate Change. Contribution of Working Group III to the Fifth Assessment Report of the Intergovernmental Panel on Climate Change [Edenhofer, O., et al. (eds.)]. Cambridge University Press, Cambridge, United Kingdom and New York, NY, USA.).
Greenpeace ritiene necessaria una riduzione globale del 50% della produzione e del consumo di prodotti di origine animale, entro il 2050, da sostituirsi con l’agricoltura ecologica. Solo effettuando questo cambiamento, secondo l’Associazione, sarà possibile proteggere il clima e la biodiversità. Questo obbiettivo è avvalorato da molti modelli scientifici sviluppati da esperti del settore in quest’ultimi anni.

AMBIENTE
È opinione ormai diffusa che siano nove i confini planetari, che includono i processi essenziali per mantenere il pianeta vitale per l’uomo e che alcuni di questi confini necessari alla sicurezza, siano già stati superati a causa delle attività umane, basti pensare che, il solo impatto della produzione di carne e prodotti lattiero-caseari è così grande da minacciarne sei dei nove limiti. Gli scienziati stimano che ben quattro, di questi nove confini, siano già stati pesantemente violati dagli impatti ambientali dell’allevamento intensivo, con il relativo cambiamento d’uso del suolo, la perdita della biodiversità, la modificazione dei flussi biogeochimici e il cambiamento climatico. Ad esempio secondo molti modelli teorici la produzione di carne bovina richiede più terreno rispetto alle altre carni. Il terreno richiesto per la produzione di carne bovina e 28 volte superiore a quello necessario per, complessivamente, il settore lattiero-caseario, la produzione suinicola, il pollame e le uova (Eshel, G., et al. 2014. Land, irrigation water, greenhouse gas, and reactive nitrogen burdens, of meat, eggs, and dairy production in the United States. Proceedings of the National Academy of Sciences, 111: 11996–12001). Inoltre crescono esponenzialmente anche il consumo d’acqua dolce e da impatti sconosciuti derivanti da nuove sostanze o forme di vita immessi nell’ambiente.

SALUTE
Negli ultimi anni alcuni paesi, hanno raccomandato una riduzione del consumo di carne rossa, con altre carni, ritenendolo positivo sia dal punto di vista ambientale che sanitario. Ma questo, da studi approfonditi non ridurrebbe abbastanza l’impatto ambientale, infatti per un’efficace soluzione, sarebbe preferibile la scelta di alimenti vegetali, che da ricerche effettuate, possiederebbero nutrienti capaci di contrastare malattie come il diabete, il cancro e l’infarto. I dati che associano l’assunzione di carne rossa ad effetti negativi sulla salute e cosi forte che nel 2015 l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) ha classificato la carne rossa come “probabilmente cancerogena per gli esseri umani” e la carne lavorata
Come “cancerogena per gli esseri umani”. Questa classificazione si basava su un rapporto redatto
da un gruppo di lavoro di 22 esperti di dieci paesi, che hanno valutato oltre 800 studi. Le conclusioni indicavano che ogni assunzione giornaliera di 50 g di carne trasformata aumenta il rischio di cancro al colon-retto del 18% . Il consumo di pollame in sostituzione della carne rossa porterebbe ad altri rischi, per la salute dell’uomo.
Ciò che decidiamo di mangiare, come individui e come società, e uno degli strumenti più potenti ed efficaci che abbiamo per combattere il cambiamento climatico e la distruzione dell’ambiente, inoltre, è il miglior modo di prevenire alcune delle principali malattie e mortalità precoci.

Per saperne di più: Meno è meglio

C.D.B.

<p>Oltre a informazioni su <em><strong>rapporto greenpeace, ridurre l’impatto alimentare, carni e prodotti lattiero-caseari,</strong></em> su Effetto Terra puoi trovare informazioni su clima, salute, ambiente iscriverti a <a href="/archivio-newsletter">newsletter</a>, <a href="/directory">segnalare siti</a> e partecipare a <a href="/forum">forum</a>, nonchè visitare i <a href="/siti_consigliati.html">siti consigliati</a>, che trattano queste tematiche.</p>"

Pubblicato in


Turismo Responsabile

SOSTIENI L'AMBIENTE

Sostieni Effetto Terra: dona il 5x1000 a Eta Beta

Incontri formativi scuole

Eta Beta propone incontri per imparare come cambiare i comportamenti di consumo e come migliorare ogni giorno l’ambiente in modo efficace, con piccoli gesti.