National Geographic: così si salva il pianeta inquinato

L'aggressione alla natura si può arrestare con una nuova cultura e ricerche mirate
E'in edicola il fascicolo sulle minacce alla salute della terra, con una tesi di fondo: l' umanità sembra camminare su due binari diversi un mondo sempre più ricco e uno sempre più povero

Per valutare in maniera appropriata le condizioni del mondo in cui viviamo National Geographic italiano, ha dedicato un allegato che disegna in modo esauriente la situazione del mondo e dell'umanità di oggi.
Si scopre, ad esempio, come le attività dell'uomo abbiano alterato quasi il 35 per cento della superficie del pianeta per creare pascoli e colture; gli ecosistemi degli oceani hanno subito gli effetti della pesca al punto che hanno ridotto fino al 10% le popolazioni di alcune tra le specie di pesce più richieste dai consumatori. E per capire il livello d'inquinamento che produce l'umanità basta un solo dato: nel corso della propria esistenza ogni individuo del mondo industrializzato genera rifiuti pari a 600 volte il proprio peso, tra cui ben il 12 per cento è plastica.
L'umanità sembra camminare su due binari molto diversi: un mondo sempre più ricco e uno sempre più povero. Secondo il rapporto del National Geographic le 2 persone più ricche del mondo hanno più soldi del prodotto interno lordo complessivo dei 45 Paesi più poveri.
Le colture biologiche, inoltre, sono notevolmente in crescita. Dal 2000 al 2007 si è passati da 7,5 milioni di ettari a 30,5. Al contempo, criticandoli fortemente, snocciola le cifre degli ogm, che hanno visto aumentare di 60 volte le aree ad esse dedicate, tant'è che nel 2006 superavano i 100 milioni di ettari.
Quello dell'acqua resta un grave problema: ogni giorno da uno a due miliardi di persone devono lottare con la natura per procurasi i 20-50 litri per bere, mangiare e lavarsi. Ma c'è un grosso sforzo per diminuire i costi di desalinizzazione dell'acqua di mare. Forse anche per il pianeta ammalato le soluzioni esistono: investimenti, sviluppo tecnologico e ricerca potrebbero le ricette su cui scrivere le prescrizioni adatte.

FONTE: National Geographic Italia


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