Nono Rapporto Euromobility

Sono stati presentati i dati del nono Rapporto “Mobilità sostenibile in Italia: indagine sulle principali 50 città“, elaborato da Euromobility con il Patrocinio del Ministero dell’Ambiente, basati su rilevazioni effettuate nelle città capoluogo di regione e in quelle con più di 100.000 abitanti.
 
Emergono molti aspetti in miglioramento, ma anche diverse negatività. Innanzi tutto in base ai parametri analizzati Venezia conquista nuovamente il titolo di città più “eco-mobile” d’Italia. Vince non solo perché favorita dalla più estesa area pedonale e dal più basso indice di motorizzazione, ma anche grazie ad un trasporto pubblico che funziona, a un buon servizio di bike sharing e al miglior car sharing sia per offerta, sia per numero di corse mensili per ogni auto disponibile. Sul podio anche quest’anno tutte città del nord, con il secondo posto a Brescia e il terzo a Torino, in fondo alla classifica della mobilità sostenibile Reggio Calabria, Potenza e L’Aquila.
Il dato in assoluto che registra le più alte percentuali di miglioramento è quello riferito ai servizi di car-sharing che hanno visto un aumento di auto disponibili e utenti registrati nell’ordine del 20%, sono inoltre aumentate di dieci volte auto e utenti del cosiddetto car-sharing  free floating (in cui il prelievo e la riconsegna delle autovetture possono avvenire in qualsiasi punto all’interno dell’area prevista dal servizio a differenza del car-sharing convenzionale, quello cioè in cui l’utente preleva e riconsegna la vettura in parcheggi ben definiti).
Questo dato va letto in parallelo al tasso di motorizzazione (l’indicatore che misura la consistenza della flotta veicolare in rapporto alla popolazione residente) che, a dispetto del dato nazionale che segnala un lieve incremento (+0,2%), diminuisce nelle principali 50 città italiane (-0,5%): riducendosi a 57,9 auto ogni 100 abitanti, contro le 58,4 dello scorso anno, comunque sempre molto più elevato in confronto alla media europea di circa 49,1 auto ogni 100 abitanti.
Parallelamente all’indice di motorizzazione si riduce la densità di veicoli, cioè il numero di autovetture per ogni kmq di territorio, che passa da 789 auto per kmq a 783. Le città con la più alta densità sono ancora Napoli, Torino e Milano.
Anche se molto lentamente, migliorano gli standard emissivi dei veicoli. Le autovetture Euro IV rappresentano la percentuale maggiore in circolazione (33,0% dell’intero parco), mentre i veicoli Euro V sono pari al 22,1%.
Le città del sud continuano ad avere il maggior numero di auto più inquinanti, con Napoli in testa seguita da Catania e Foggia. Escludendo Aosta, Trento e Bolzano dove la somma delle percentuali di veicoli Euro V ed Euro VI superiore al 50% (dato falsato dalle moltissime immatricolazioni effettuate dagli autonoleggi che trovano conveniente immatricolare in questi Comuni la loro flotta), Reggio Emilia è la città con più veicoli Euro V ed Euro VI (30,1%), seguita da Torino (29,4%) e Milano (26,2%).
Si conferma il continuo incremento delle auto a basso impatto ambientale (gpl, metano, ibride o elettriche) con una percentuale sul parco circolante che passa dall’8,0% dell’anno 2013 all’8,5% del 2014. Ravenna, Bologna e Ferrara sono le città con il numero più elevato di auto a basso impatto, in particolare a gas.
Purtroppo, la presenza dei veicoli a trazione ibrida ed elettrica è, tuttavia, ancora decisamente marginale (presenza dello 0,21%, nel 2013 era dello 0,14%) rispetto a quello dei veicoli a metano e gpl (8,29% del parco).
In continuo miglioramento la qualità dell’aria, infatti aumenta decisamente il numero di città che rispettano tutti i limiti imposti dalla normativa, dalle 10 del 2013 si passa alle 17 del 2014. E vale la pena di elencarle: Ancona, Aosta, Bari, Campobasso, Catanzaro, Foggia, Forlì, L’Aquila, Latina, Perugia, Potenza, Prato, Ravenna, Sassari, Taranto, Trieste, Udine.
Molti valori registrati sono ancora lontani da quelli previsti dalla legislazione e Vicenza condivide con Torino il triste primato di città con il maggior numero di giorni di superamento della soglia giornaliera di PM10 (77), mentre Bolzano e Livorno non registrano alcuno sforamento.
È molto interessante il dato riferito ai servizi di bike sharing, passano infatti da 16 a 21 le città dell’osservatorio nelle quali è presente un servizio di bike sharing. A Milano e Torino continua l’impegno delle amministrazioni per la bicicletta e per il potenziamento del servizio: Milano aggiunge nel 2014 altre 418 biciclette alle oltre 3.232 già disponibili nel 2013, a Torino l’incremento è del 12% (le biciclette raggiungono quota 840), mentre è Brescia la terza città per numero di bici in sharing (400) e seconda solo a Milano per numero di bici rispetto alla popolazione. Gli utenti sono complessivamente aumentati di circa l’11% e le biciclette in circolazione di circa il 17%. Le biciclette più usate sono quelle di Torino (oltre 200 prelievi al mese), mentre gli utenti di Padova sono secondi soltanto a quelli di Milano per numero di viaggi (8,8 contro 10,5).
Tra gli aspetti da  migliorare invece il trasporto pubblico, che anzi in alcune città è peggiorato, nonchè l’assenza nell’amministrazione comunale del mobility manager infatti, come sottolinea il presidente di Euromobility Roberto Maldacea, “il 2014 registra ancora una riduzione dei servizi di trasporto pubblico offerti ai cittadini (in 43 città su 50). Mi preme rimarcare che, da una importante ricerca condotta da Euromobility in collaborazione con ENEA, emerge che gli interventi dei mobility manager in Italia generano sempre sostanziali cambiamenti nelle modalità di spostamento delle persone, con conseguenti vantaggi per il territorio, l’ambiente e la qualità dell’aria, ma anche economici per l’utente. La stessa ricerca ha confermato, inoltre, la necessità di introdurre efficaci sistemi di misurazione dei benefici sostenibili ottenuti dalle iniziative di mobility management, benefici di tipo economico, energetico e ambientale. Misurare la sostenibilità delle iniziative dei mobility manager vuol dire da un lato stimolare la nuova mobilità, facendo del bene alla natura, e, dall’altro, disporre di dati certi per stimolare le persone e le aziende con sistemi premianti e incentivanti.
 
Per consultare e scaricare il Rapport: www.euromobility.org
 
Fonte: www.euromobility.org
 

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