Obiettivi sostenibilità ONU, una chimera o una meta raggiungibile?

Nel settembre 2015 l’ONU ha ridefinito i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals – SDG) da raggiungere per il 2030 ed ora l’ente di certificazione internazionale DNV GL ha pubblicato il rapporto “The Future of spaceship earth” che, testando diversi modelli di sviluppo ha immaginato quali di questi obiettivi, continuando così, si potranno raggiungere e quali no.

Diversi e molto ambiziosi gli obiettivi posti come meta dall’ONU, tra questi porre fine alla povertà in tutte le sue forme, azzerare la fame, realizzare la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere l’agricoltura sostenibile, realizzare l’uguaglianza di genere e migliorare le condizioni di vita delle donne, assicurare l’accesso all’energia pulita, a buon mercato e sostenibile per tutti, ridurre le disuguaglianze tra i Paesi, fare un’azione urgente per combattere il cambiamento climatico e il suo impatto.
Ma in assenza di interventi straordinari si riusciranno a raggiungere?
Gli esperti di DNV GL, società che si occupa di proiezioni per aziende che investono in beni con una vita utile compresa fra i 20 e i 50 anni – navi, parchi eolici, oleodotti, reti di distribuzione di energia ecc. – hanno analizzato la situazione nei Paesi OCSE, Usa, Cina ed il gruppo dei Paesi BRISE (Brasile, India, Sud Africa e le maggiori economie emergenti) e secondo le loro proiezioni in nessuna regione gli obiettivi verranno completamente raggiunti. Solo i Paesi Ocse riusciranno a centrarne gran parte. Benessere ed educazione, ad esempio, saranno ancora prerogativa solo di una parte della popolazione mondiale, così come la possibilità di poter contare su infrastrutture e innovazioni o su città sostenibili.
Come spiega Luca Crisciotti, CEO di DNV GL – Business Assurance: “Senza interventi straordinari, non raggiungeremo gli obiettivi di sostenibilità. Il mondo farà progressi in materia di salute, benessere e istruzione ma i divari tra le diverse regioni rimarranno significativi. I problemi legati a diseguaglianze e cambiamenti climatici continueranno a porre le sfide maggiori: di questo passo, secondo le nostre previsioni nessuna delle regioni riuscirà veramente a risolverli”. Per quanto riguarda la crescita della popolazione mondiale, la proiezione di DNV GL indica che crescerà fino a raggiungere 8,5 miliardi di persone, un numero inferiore a quello indicato dalla maggior parte degli altri ricercatori. La valutazione si basa sulla stima del continuo calo del tasso di fertilità nei paesi in via di sviluppo: i principali fattori di questo trend saranno il crescente e migliore accesso della popolazione femminile a istruzione, servizi sanitari, contraccezione e una crescente urbanizzazione.
Nel 2050 il prodotto interno lordo (PIL) sarà circa il doppio rispetto ad oggi, ma il rapporto avverte che: “Tuttavia, nel mondo sviluppato la crescita del PIL rallenterà e quasi si fermerà perché queste economie, dall’essere basate sulla produzione di beni, si evolveranno sempre più verso la produzione di servizi, cultura e assistenza alle persone”.
Nel mondo l’utilizzo di energia crescerà in maniera significativa nei prossimi 15 anni, ma successivamente tenderà a stabilizzarsi dato che la riduzione dell’intensità di utilizzo controbilancerà la crescita del PIL ed è interessante notare come, secondo le previsioni, nel 2050 le fonti rinnovabili forniranno metà dell’energia utilizzata nel mondo, anche se le emissioni di CO2 supereranno ampiamente i valori accettabili di carbonio, ovvero il limite che assicura che il riscaldamento globale rimanga inferiore a 2 °C rispetto ai livelli preindustriali.
Secondo “The Future of spaceship earth”i 17 obiettivi sono strettamente collegati tra loro e spesso conseguirne uno, implica il raggiungimento di altri, e contribuisce alla conquista di altri ancora. Le due sfide principali sono rappresentate dagli SDG 10 e 13: diseguaglianze e cambiamenti climatici, entrambi con “punteggi in rosso” in tutte e cinque le regioni.
Pur con tutte le difficoltà e i possibili errori nel prevedere quanto avverrà tra trent’anni l’analisi può rappresentare un’utile strumento per redigere un insieme di raccomandazioni sugli sforzi straordinari da intraprendersi nei prossimi 15 anni per creare un futuro migliore, un futuro che soddisfi tutti gli obiettivi dell’ONU.

Fonte: savethechildren.it


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