Rapporti e Strategie in Italia per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile

Riuscirà il nostro Paese a ridurre drasticamente la povertà, la disoccupazione e le disuguaglianze, a proteggere l’ambiente e contrastare i cambiamenti climatici, a migliorare la qualità della vita dei cittadini e a dotarsi di infrastrutture adeguate? A che punto si trova oggi l’Italia sulla strada per il raggiungimento dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile sanciti dall’Agenda 2030 dell’Onu e sottoscritta esattamente due anni fa?

Sulla base di queste domanda e per cercare di dagli una risposta sono stati di recente elaborati alcuni Report tra cui: Rapporto ASvis 2017 (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) e il Report la sfida della qualità dell’aria nelle città italiane 10 proposte di green economy (Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile in collaborazione con Enea). Da questi presupposti ha preso il via anche il Consiglio dei Ministri, che su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare Gian Luca Galletti, ha approvato la Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile. L’approvazione della Strategia rappresenta il primo passo per declinare e calibrare gli obiettivi dell’Agenda 2030 nell’ambito della propria programmazione economica, sociale e ambientale. Per fornire una chiave di lettura comune al Paese sulla visione di sviluppo orientata alla sostenibilità individuando cinque aree di intervento: Persone, Pianeta, Prosperità, Partnership, Pace.
Il Rapporto ASviS 2017, uno strumento unico per comprendere la posizione del Paese nei confronti dei singoli Obiettivi di sviluppo sostenibile, dimostra che nonostante i progressi compiuti in alcuni campi negli ultimi anni, l’Italia non è in una condizione di sviluppo come definita dall’Agenda 2030 adottata il 25 settembre del 2015 dai 193 Pesi dell’ONU. Come segnalano gli indicatori compositi calcolati dall’ASviS, presentati per la prima volta in questo Rapporto, nel corso degli ultimi anni si registra un miglioramento per nove Obiettivi, un visibile peggioramento per quattro, mentre la situazione resta statica per i restanti quattro. Nel corso dell’ultimo anno il Governo e il Parlamento hanno fatto importanti passi avanti rispetto agli impegni assunti con la firma dell’Agenda 2030, anche se l’agenda politica, pur dominata da problemi chiaramente connessi ai temi dello sviluppo sostenibile, non è stata in grado di definire una prospettiva complessiva e convincente per il futuro del nostro Paese. Infatti, la distanza dell’Italia rispetto agli Obiettivi da raggiungere entro il 2030 resta molto ampia e molti italiani non conoscono l’Agenda 2030: la percentuale di chi è informato “poco” e “per niente” si attesta al 77%. L’attività dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, per mobilitare la società italiana a impegnarsi per il raggiungimento degli SDGs è cresciuta notevolmente nel corso dell’ultimo anno. Il rapporto inoltre mostra la posizione dell’Italia nei confronti dell’Agenda 2030 e degli Obiettivi di sviluppo sostenibile fornendo una valutazione complessiva. Ad oggi l’Italia dispone di:

•    una Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile, approvata il 03 ottobre dal Consiglio dei Ministri;
•    un piano serio per fare dell’educazione allo sviluppo sostenibile una parte fondamentale della formazione delle nuove generazioni;
•    uno strumento di sensibilizzazione del mondo delle imprese e della finanza a fare dell’Agenda 2030 il fulcro delle strategie del settore privato, superando barriere ideologiche e cogliendo le opportunità che le politiche per lo sviluppo sostenibile possono offrire per migliorare anche le performance economiche e sociali;
•    un impegno dei sindaci delle città metropolitane per le politiche rivolte alla sostenibilità e al miglioramento della qualità di vita dei cittadini.

Proprio sul miglioramento della qualità di vita dei cittadini ed in particolare sulla qualità dell’aria, è stato presentato e pubblicato il Report sulla qualità dell’aria, ricerca realizzata dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile in collaborazione con ENEA e Ferrovie dello Stato. Il Report dimostra che, in Italia, nonostante i miglioramenti registrati negli ultimi decenni, l’inquinamento atmosferico è la causa ogni anno di oltre 90 mila morti premature. Con più di 1.500 decessi per milione di abitanti l’Italia presenta valori decisamente più alti rispetto alla media europea, pari a circa 1.000 decessi prematuri. Le zone più inquinate risultano, oltre al bacino padano, l’area metropolitana di Roma, quella di Napoli, l’area del frusinate, la Puglia, la costa sud est della Sicilia.
L’Italia inoltre non è in linea con i nuovi obiettivi europei al 2030 di riduzione delle emissioni per quattro inquinanti su cinque ed è in procedura di infrazione europea, per il mancato rispetto dei limiti di PM10 e NO2. Il report si pone come obiettivo non solo quello di denunciare, bensì anche quello di proporre soluzioni strutturali che superino le emergenze e puntino sullo sviluppo della green economy. Dieci sono le proposte ipotizzate, azioni nuove ed efficaci da mettere in campo che toccano temi di carattere generale, come una revisione della governance e, un maggiore coinvolgimento del mondo della ricerca, e, altri di tipo più specifico, ad esempio proponendo una roadmap per il settore dei trasporti, un percorso di riqualificazione profonda del patrimonio edilizio pubblico e privato, un piano nazionale sulle biomasse e un maggior coinvolgimento del settore agricolo.
Proprio dai dati emersi dal Nuovo Rapporto WWF – Rifiuti marini, emerge che 95% dei rifiuti è di plastica e il dato preoccupante è che il Mediterraneo si avvia a diventare un mare con delle vere e proprie isole di plastica.

Approfondimenti

•    Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 47 del 02.10.2017
•    Rapporto ASviS 2017
•    La sfida della qualità dell’aria nelle città italiane 2017
•    Nuovo Rapporto WWF – Rifiuti marini


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