Roma: Simposio mondiale sull’inquinamento del suolo

Sono terminate le tre giornate (dal 2 al 4 maggio) del simposio globale sull’inquinamento del suolo, che si è tenuto a Roma presso la sede FAO. L’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura delle Nazioni Unite, l’Alleanza Mondiale per terreni e il suo gruppo tecnico intergovernativo sui suoli, insieme con i Segretariati di diverse regioni del mondo, si sono riunite per discutere e sviluppare informazioni su stato, tendenze e azioni sull’inquinamento del suolo e le sue pericolose conseguenze per la salute umana, la sicurezza alimentare e l’ambiente.

Secondo la FAO, “L’inquinamento del suolo rappresenta una preoccupante minaccia per la produttività agricola, la sicurezza alimentare e la salute umana, ma si sa ancora troppo poco sulla portata e gravità di tale minaccia”. È quanto emerge dal rapporto “Soil pollution a hidden reality” presentato dall’agenzia Onu e dalla Global Soil Partnership in occasione dell’avvio del Global Symposium on Soil Pollution che si è svolto a Roma in questi giorni.
Nel rapporto si legge che “L’industrializzazione, le guerre, l’estrazione mineraria e l’intensificazione dell’agricoltura hanno lasciato in tutto il pianeta un’eredità pesante in termini di contaminazione del suolo, mentre con l’aumento dell’urbanizzazione è cresciuto lo smaltimento dei rifiuti urbani nel terreno”.
Il rapporto è una sintesi della ricerca scientifica esistente sull’inquinamento del suolo. Ecco alcuni dei dati emersi:

•    Negli ultimi decenni la produzione di sostanze chimiche è cresciuta rapidamente e si stima che fino al 2030 aumenterà annualmente del 23,4%.
•    Solo nel 2015 sono stati prodotti dall’industria chimica europea 319 milioni di tonnellate di prodotti chimici e di questi, 117 milioni di tonnellate sono ritenute pericolose per l’ambiente.
•    1,3 miliardi di tonnellate annue era nel 2012 la produzione globale di rifiuti solidi urbani ed entro il 2025 si prevede un aumento di 2,2 miliardi di tonnellate all’anno.
•    La produzione di letame è aumentata del 66% tra il 1961 e il 2016 e l’utilizzo nei terreni è cresciuto da 18 a 28 milioni di tonnellate senza considerare la pericolosità delle sostanze che questo rilascia nel suolo come materiali pesanti, organismi patogeni e antibiotici.
•    I terreni adiacenti le strade presentano livelli di metalli pesanti, idrocarburi e altri inquinanti che costituiscono una minaccia quando la produzione di cibo o i pascoli avvengono su di essi.

Il rapporto FAO e il Global Soil Partnership evidenziano che “Numeri come questi ci aiutano a comprendere i tipi di pericoli che l’inquinamento pone ai suoli, ma non ne riflettono l’intera portata in tutto il mondo, e sottolineano l’inadeguatezza delle informazioni disponibili e le differenze nella registrazione di siti inquinanti in tutte le regioni geografiche”.
Il convegno di Roma è il primo passo per l’attuazione delle linee guida volontarie per la gestione sostenibile della Terra in termini di prevenzione e riduzione delle sostanze nocive nel terreno come un modo per mantenere il suolo sano e la sicurezza alimentare in conformità con gli obiettivi di sviluppo sostenibile. In particolare, i risultati del simposio dovrebbero fornire prove scientifiche a sostegno di azioni e decisioni al fine di prevenire e ridurre la contaminazione del suolo, migliorando in tal modo la sicurezza alimentare e la nutrizione, i servizi ecosistemici e promuovendo il risanamento dei siti contaminati. Tra gli obiettivi specifici del simposio rientrano:

•    Esaminare le attuali conoscenze scientifiche e tecniche relative alla contaminazione del suolo e ai suoi effetti sulla produzione e sulla sicurezza alimentare.
•    Riflettere in modo critico sull’impatto delle decisioni sull’uso del suolo a livello nazionale, sull’inquinamento del suolo e infine, sull’aria e sull’acqua dove il suolo è inquinato o i suoi inquinanti possono essere trasportati da processi di erosione o deflusso.
•    Identificare i vincoli e dare priorità alle sfide chiave relative al rispristino dei siti contaminati.
•    Rivedere le politiche esistenti, gli accordi e i quadri internazionali che affrontano le fonti di contaminazione dei terreni agricoli al fine di valutarne l’efficacia e proporre modi per migliorarli.
•    Studiare e riesaminare l’uso delle soglie contaminanti del suolo in tutto il mondo ed esplorare ulteriori esigenze in termini di politiche e ricerca.

Allo stato attuale quel che è certo è che la maggior parte dell’inquinamento del suolo è dovuto alle attività antropiche. Attività industriali come l’estrazione, la fusione e la produzione di materiali; i rifiuti domestici, zootecnici e urbani; i pesticidi, gli erbicidi e i fertilizzanti utilizzati in agricoltura; i prodotti derivati dal petrolio che vengono rilasciati nell’ambiente o distrutti nell’ambiente; le emissioni generate dai trasporti, sono tutti fattori che contribuiscono ad aumentare in maniera esponenziale il problema.
Al Gsop 2018  esperti e responsabili politici hanno discusso di questa minaccia e, nelle intenzioni della FAO, il simposio di Roma  rappresenta un primo passo per "individuare e colmare le lacune d’informazione e per formulare una risposta internazionale più coesa a queste minacce”.

A.I.

Fonte: www.fao.org

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