Svezia - Vaxio, la città verde

Vivere senza combustibili fossili. Nel 1996 la ricetta di Vaxjo, un piccolo centro nel sud della Svezia, ha messo tutti d'accordo, politici, industriali, semplici cittadini. E puntuale è arrivato anche il riconoscimento di Bruxelles.  

È una cittadina svedese di 75 mila abitanti il cuore verde dell'Europa. Immersa nei boschi del distretto di Kronoberg (Svezia del sud), Vaxjo si è aggiudicata l'edizione 2007 del Premio europeo per lo Sviluppo sostenibile.
Case in legno, auto che vanno a etanolo, parcheggi gratuiti per i veicoli non inquinanti, una centrale elettrica alimentata a biomasse con i trucioli e gli scarti del legname proveniente dalle numerose segherie circostanti, la città di Vaxjo è decisamente lontana vista dall'Italia, ma è proprio la bontà del progetto svedese a lasciarci con l'amaro in bocca: è così difficile raggiungere obiettivi di crescita eco-compatibili?
È da ammirare, come primo punto, la lungimiranza degli amministratori cittadini. Già una decina di anni fa, infatti, con il prezzo del petrolio ancora intorno ai 20 dollari al barile, Vaxjo ha adottato il programma “Fossil fuel free”, con l'obiettivo dichiarato di ridurre del 70% le emissioni di biossido di carbonio entro il 2025. Un progetto che ha riguardato non solo la nuova centrale elettrica e le aziende, ma che, in barba alle difficoltà del protocollo di Kyoto, ha saputo coinvolgere tutti i cittadini, grazie anche a una strategia di comunicazione semplice ed efficace: l'energia generata dal petrolio costa 1700 euro pro capite l'anno, quella “pulita” circa un terzo in meno.
Una riflessione che non fa una grinza. E i risultati sono tangibili. Dal 1993 al 2006 “Fossil fuel free” ha garantito una diminuzione del 30% delle sostanze nocive presenti nell'aria e, oltre a produrre elettricità, la centrale provvede anche ad erogare il 90% dell'acqua calda e del riscaldamento richiesti dai cittadini, in una regione dove le temperature non godono certo di un clima mediterraneo.
Ma il progresso non si deve solo all'adozione delle biomasse come fonte energetica. Pur restando ancora relativamente dipendente dal petrolio, Vaxjo ha scelto di aprire 4 distributori per auto ad etanolo e uno per quelle a biogas (Gpl), cercando per quanto possibile di incentivare l'adozione di veicoli non inquinanti insieme all'uso della bicicletta e dei mezzi pubblici. Ed anche i trasporti “pesanti” ne sono usciti ridimensionati, con un deciso sviluppo, dove possibile, di quelli su rotaia.
Sul versante delle politiche edilizie, inoltre, largo spazio è stato dato alla costruzione di case a elevata efficienza energetica, sia con la diffusione del fotovoltaico sia sostituendo il legno al cemento come materiale costruttivo.
Certo, il modello svedese ha dalla sua l'abbondanza di una risorsa importante come il legname. Ma questo non deve farci ripiegare sull'italica scusa “siamo poveri di materie prime”. Quello che manca, piuttosto, è sapere inventare modelli di sviluppo compatibili con il contesto ambientale, cosa per cui Vaxjo potrebbe essere un ottimo spunto.

Per approfondimenti: www.vaxjo.se/default.aspx?id=1630


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