Ecobank: un progetto di smaltimento tecnologico

Il concetto è lo stesso del vuoto a rendere, solo che a differenza delle bottiglie vuote del vino o del latte, questa volta parliamo di rifiuti correttamente differenziati. Ecobank, il progetto innovativo della Regione Piemonte in cui i cittadini supportano le amministrazioni locali nel dividere i rifiuti per tipologia e ricevono in cambio un buono o una moneta.


Vuoti pieni di valore è lo slogan di presentazione che in aprile la Regione Piemonte ha lanciato per presentare il progetto di Ecobank nei comuni di Valenza ed Alessandria, è mai slogan fu appropriato. Il progetto infatti consiste in un sistema evoluto per la raccolta differenziata dei contenitori per bevande, che prende spunto da altri progetti simili già funzionanti da tempo nel nord Europa. Si tratta di un raccoglitore automatizzato simile a quelli che normalmente conosciamo come erogatori di qualche prodotto, che è attrezzato per raccogliere alcune tipologie di rifiuti differenziandoli e compattandoli. Il sistema suddivide i prodotti per tipologia (plastica PET, alluminio e acciaio) e per colore (PET trasparente e colorato), ed è dotato di una buona capacità grazie ad il contenitore collegato ed interrato. Il test, partito a inizio 2009, ha avuto un grande successo. Al di là delle più rosee aspettative: in cinque mesi nelle stazioni automatiche Ecobank sono stati conferiti 850.000 pezzi tra bottiglie e lattine.
Il futuro di questo sistema punta alla sostituzione dei cassonetti colorati per la raccolta di alluminio e plastica, rendendo automatico il primo ciclo di differenziata.
Ecobank raccoglie quindi: bottiglie per bevande in PET (un tipo di plastica), sia trasparenti che colorate ; lattine in alluminio e acciaio. Entrambe le tipologie non devono essere schiacciate (come invece si dovrebbe fare per la raccolta differenziata classica per risparmiare spazio), e devono ancora possedere l'etichetta; chiaramente devono essere completamente vuote. Tutto ciò perché il sistema della macchina è estremamente automatizzato: pesa la bottiglia e legge il codice a barre stampato sull'etichetta (per questo è importante non togliere l'etichetta e non schiacciarla). Una volta eseguita questa operazione con esito positivo, la macchina emette lo scontrino o ricarica la card comunale, a seconda del funzionamento deciso dalle amministrazioni. Una volta erogato lo scontrino Ecobank continua il suo lavoro "sotterraneo": compatta il rifiuto, lo separa per materiale e colore e, infine, lo stocca in un magazzino sotterraneo. Quando il contenitore sotterraneo è pieno (contiene all'incirca 6000 bottiglie), il sistema manda un sms all'azienda locale che provvede a svuotarlo.
E' chiara quindi la convenienza di Ecobank per le amministrazioni, che sebbene elargiscano una cifra (semi) simbolica al cittadino per il conferimento, evitano i passaggi successivi del ciclo dei rifiuti in cassonetto. I rifiuti sono già pronti per essere rielaborati, trasformati e rimessi sul mercato sotto un'altra forma.
Il prezzo pagato per il conferimento al cittadino varia da amministrazione e amministrazione, in alcune può essere rappresentato da un bonus da spendere nei supermercati, in altri in una card comunale che può essere utilizzata nei sevizi pubblici. Tutto dipende dall'evoluzione che Ecobank avrà. Dopo Valenza ed Alessandria si sta aggiungendo Venaria, ma il progetto sta avendo un forte richiamo anche oltre i confini piemontesi.


Fonte: http://www.eco-bank.it/

 

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