India: stop allo sviluppo industriale nelle aree protette

In arrivo la no go zone per le industrie intorno alle principali riserve naturalistiche e ai santuari faunistici del sub continente indiano. Entro il 15 febbraio i singoli stati della federazione indiana dovranno definire le aree di interesse entro cui non sarà possibile sviluppare progetti industriali.
 
A livello ufficiale sembra essere finalmente arrivata la tappa finale nel lungo processo iniziato nel 2002 per la costituzione di zone eco-fragili intorno alle 600 principali aree di interesse ambientale del paese. Una misura necessaria e imprescindibile per garantire uno sviluppo degnamente sostenibile alla nazione asiatica, e salvaguardare la propria ricchezza ecologica. Staremo a vedere.
Sinora le opposizioni e le proteste dei singoli stati nel proporre soluzioni specifiche, hanno ritardato il processo. Dando vita a lunghe questione burocratiche, da una parte petizioni a favore dell'istituzione delle aree restrittive, dall'altra le richieste di varo di proposte alternative per diluire le norme e le superfici delle aree da destinare alla no go zone, da parte di lobby e gruppi politici. Situazione che ha portato all'impasse sino al 9 febbraio 2011. Data in cui il Ministero dell'Ambiente indiano ha presentato le linee guida per la notifica delle zone eco sensibili [ESZs]. Senza comunque ottenere un granchè, molti stati infatti hanno preferito non pronunciarsi in merito, solo alcuni stati, tra cui il Maharashtra, si sono fatti avanti con proposte. Nello stato dell'odierna Mumbay, l'antica Bombay, dove è presente il Parco nazionale di Pench, dal 1999 ufficialmente anche Riserva della tigre sono state 5 le aree individuate. Oltre al Parco Nazionale di Pench, Mansinghdeo (416 kmq), Nagpur e Koyna (727 kmq), Sagareshwar (3,68 kmq) e Jayakwadi (141 kmq), alle quali potrebbero aggiungersi nei prossimi giorni Tipeshwar, Nagzira, New Nagzira, Navegaon, New Navegaon, Bor e New Bor. Un esempio che ci si augura verrà seguito dagli altri 28 stati e dai 7 territori che compongono l'India entro il 15 febbraio. Termine entro il quale potrebbe intervenire il governo con l'istituzione delle zone eco fragili di 10 km intorno ai coonfini delle aree protette, per far si che questo 5% della superficie geografica del paese non diminuisca ulteriormente.
 
Fonte: The Times of India
 
 
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