“Vuoto a rendere” di plastica e lattine diventa realtà anche in Italia

La sperimentazione del “vuoto a rendere” per quanto concerne le bottiglie di plastica e le lattine di birra,  non è solo un modo per creare “una sinergia economica” tra consumatori ed esercenti, ma un rimedio pratico per ridurre sensibilmente la quantità di rifiuti presenti nell’ambiente.

Con una fase di sperimentazione di un anno, anche in Italia a partire dal 10 ottobre, sarà possibile consegnare le bottiglie di plastica e le lattine di birra vuote, presso i rivenditori che aderiranno all’iniziativa.
A rivelarlo la pubblicazione del Decreto 3 luglio 2017 n. 142  “Regolamento recante la sperimentazione di un sistema di restituzione di specifiche tipologie di imballaggi destinati all'uso alimentare, ai sensi dell'articolo 219-bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152”.
Una sorta di ritorno al passato. Il meccanismo, usato negli anni ’80, prevedeva un piccolo incentivo economico da parte del commerciante, per chi restituiva il contenitore in vetro vuoto.
L’aumento della di plastica nell’ambiente, secondo un recente dossier presentato a Davos (Svizzera) in occasione dell’apertura del Forum Economico Mondiale, ogni anno in mare finiscono almeno 8 milioni di tonnellate di plastica, ha portato Il ministero dell'Ambiente a promuovere la pratica virtuosa del ''vuoto a rendere''.
Così l’iniziativa italiana andrà ad arricchire le numerose esperienza del “vuoto a rendere” esistenti in Europa. In Germania, ad esempio, il “vuoto a rendere” è stato  istituito con una legge già a partire dagli anni ’90.
Nel 2006 è stata modificata, migliorandone l’efficienza. Così, attualmente, su ogni bottiglia di plastica, vetro e latta è applicato un sovrapprezzo che oscilla dagli 8 ai 15 centesimi di euro. L’importo è riscuotibile alla consegna del vuoto in appositi macchinari ubicati un po’ in tutte le città tedesche. Mentre, per le bottiglie che non possono essere riciclate (riconoscibili attraverso uno specifico logo sulla confezione) il “rimborso” è di 0,25 €uro.
Il provvedimento ha consentito allo Stato tedesco di essere perfettamente in linea con la politica europea in materia di riciclo e di “attestarla” al vertice della piramide delle attività di gestione dei rifiuti.
Il sistema italiano in materia di riciclo dei materiali, rispetto a quello tedesco (nel 2013  ha raggiunto percentuali complessive per 71,8) non è mai stato sorretto da un sistema di riciclo virtuoso.
Nello specifico della plastica: entrano nel circuito dei consumi oltre 2,1 milioni di tonnellate di prodotti, con una raccolta differenziata di quasi 900 mila tonnellate e un avvio al riciclo di circa 540 mila.
Speriamo che la sensibilizzazione istituita dall’attuale provvedimento possa farle diminuire il gap ecologico.
 
Fonte: berlinocacioepepemagazine.com;  repubblica.it; ilsole24ore.com;
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