A rischio un quinto delle piante esistenti

La notizia giunge nell'anno della biodiversità, ed è destinata a numerose prese di posizione in merito. La Sampled Red List Index for Plants, nasce da un autorevole studio compiuto dall'equipe inglese del Botanic Gardens di Londra e dall'Iucn, e sarà presentata al prossimo summit Onu che dovrà decidere in merito alle azioni globali da programmare per salvaguardare  l'ecosistema.
Secondo uno studio reso noto dagli scienziati del Botanic Gardens at Kew britannico, del Museo di storia naturale di Londra e dell'International Union for the Conservation of Nature (Iucn), il 22% delle 380.000 specie di piante esistenti al mondo è seriamente a rischio d’estinzione.
L’annuncio viene in vista del prossimo summit Onu che si terrà a Nagoya, in Giappone, nella metà del mese in corso, in cui i governi dovranno fissare nuovi obiettivi per tentare di garantire la conservazione di piante e animali. Nell’anno della Biodiversità l’annuncio ha tutt’altro che un carattere rassicurante, anche perché ancora una volta a essere messo sotto accusa è il sistema produttivo.
Lo studio ha infatti scoperto che l'agricoltura, lo sviluppo, l'uso della terra per l'allevamento sono tra le principali ragioni per cui le piante sono minacciate, infatti gli esperti sostengono che “la maggiore minaccia è la conversione di habitat naturali all'uso agricolo, che impatta direttamente sul 33% delle specie a rischio". Stephen Hopper, direttore di Kew, è ancora più esplicito:  “Non possiamo sederci e guardare le piante scomparire: le piante sono alla base di tutta la vita sulla terra, forniscono aria pulita, acqua, cibo e carburante. Tutti gli animali e gli uccelli dipendono da loro e così noi".
Lo studio, formulato dopo 5 anni di analisi, in oggetto è stato definito "Sampled Red List Index for Plants" e si aggiungerà alla "Lista rossa" di Iucn, progettata per monitorare i cambiamenti di status dei maggiori gruppi di piante, funghi ed animali.
Le zone più colpite sono le foreste tropicali, come le foreste pluvuali in Brasile, spiega il rapporto, che in sintesi dice:

Il rapporto in sintesi dice che:

  • Circa un terzo delle specie (33%) del campione non sono sufficientemente note per effettuare una valutazione sulla conservazione.
  • Delle quasi 4.000 specie che sono state attentamente valutate, oltre un quinto (22%) sono classificate come minacciate.
  • Tra le piante più minacciate, le più a rischio sono le gimnosperme (come le conifere e cicadee), quelle il cui habitat è più minacciato come la foresta pluviale tropicale e la maggior parte delle specie vegetali dei tropici.
  • Il processo più minaccioso è la perdita di habitat causata dall’uomo, in gran parte per la conversione degli habitat naturali per uso agricolo o per allevamento.

leggi da EffettoTerra: 2010: L’anno della biodiversità

fonte: Ansa, Ecologiae

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