Acqua dolce negli Oceani? Individuate oltre 193.000 chilometri cubi

Uno studio effettuato dal Dott. Vincent Post, docente della Flinders University in Australia, pubblicato sulla rivista scientifica "Nature", sostiene di aver individuato oltre 193.000 chilometri cubi di riserve di acqua dolce sui fondali dell'oceano.
 
Team di ricercatori australiani con a capo Vincent Post (Flinders University in Australia) hanno individuato più di 193.000 chilometri cubi di riserve di acqua dolce nei fondali dell'oceano al largo delle coste di Australia, Cina, Nord America e Sudafrica.
La mole di questa riserva d'acqua è cento volte superiore alla quantità che è stato estratto da sotto la superficie terrestre dal 1900 ad oggi. Conoscere queste riserve è una grande notizia, perché questo volume di acqua potrebbe sostenere alcune regioni per decenni". ha spiegato il dott. Vincent Post.
Secondo l'Environmental protection agency , l'acqua copre circa il 70 percento della superficie terrestre, ma meno dell'1 percento di questa è disponibile per l'uso umano. Questo dato si traduce nel fatto che 1,1 miliardi di persone nel mondo non hanno accesso all'acqua, oltre ad un totale di 2,7 miliardi di individui che affrontano la scarsità di "oro blu" per almeno un mese dell'anno.
Per l'agenzia delle Nazioni unite che si occupa dell'acqua, stima che, entro il 2030 , il 47 percento della popolazione mondiale dovrà affrontare problemi di scarsità d'acqua, rispetto all'attuale 40 percento.
"La nostra ricerca mostra che le falde acquifere dolci e salmastre sotto il fondale marino sono in realtà un fenomeno piuttosto comune. I depositi proprio d'acqua dolce si sono formati migliaia di anni fa quando i grandi cambiamenti ambientali avvenuti in tutto il mondo. È successo in tutto il mondo e quando il livello del mare è aumentato nel momento in cui le calotte di ghiaccio hanno cominciato la fusione circa 20.000 anni fa, queste aree sono state coperte dal mare. Molte falde acquifere erano - e sono tuttora - protette dall'acqua marina da strati di argilla e sedimenti che si adagiano su di loro”: dice Post.
Le riserve di acqua dolce sottomarine si sarebbero formate nel corso di centinaia di migliaia d’anni, in epoche in cui il livello del mare era più basso di quello attuale, e la linea di costa meno arretrata rispetto a oggi. In questo modo, l’acqua piovana ha infiltrato suoli che si trovano adesso sotto il mare. Gli acquiferi sottomarini sono sigillati da strati d’argilla e sedimenti. Grazie anche a questo (il mancato mescolamento con l’acqua di mare) il loro grado di salinità è basso al punto da poterla eventualmente trasformare in acqua potabile, con costi energetici minori rispetto alla dissalazione dell’acqua marina.
Mentre la popolazione mondiale continua a crescere, le generazioni future si trovano di fronte ad una carenza di approvvigionamento di acqua dolce. Ma questa nuova scoperta potrebbe sostenere la vita per i decenni a venire. Infatti l’acqua intrappolata sotto gli oceani potrebbe essere utilizzata per rifornire le grandi metropoli costiere in tutto il mondo.
 
Fonte: natureworldnews.com; orriere.it/scienze
 
 

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