Africa occidentale: il re della giungla rischia l'estinzione

Panthera, l'organizzazione che si occupa di monitorare lo stato di salute dei grandi mammiferi felini, sostiene nella sua ultima ricerca il calo drastico del Re della jungla nell'area che va dalla Mauritania al Camerun.
 
Il leone dell'Africa occidentale ha dominato per secoli la savana ottenendo lo scettro di animale simbolo della savane selvagge. Ma secondo lo studio di Panthera, oggi per il leone si annunciano tempi difficili. La popolazione dei Panthera leo è fortemente in calo a causa della caccia selvaggia e di una antropizzazione dei territori sempre maggiore e sempre più invasiva nelle aree della Mauritania e del Camerun.
Tra il 1970 e il 2005, in Africa, il numero degli esemplari si è ridotto da circa 450 mila a solamente 40 mila. La caccia è uno dei fattori che contribuisce fortemente a questa riduzione: sono almeno 400 i maschi adulti che vengono uccisi dai cacciatori sfruttando quelle che molti Paesi africani considerano quote sostenibili. Ma per ogni capobranco che scompare - e i cacciatori generalmente puntano a quello, il più forte e spesso anche il più bello e maestoso tra quelli che finiscono potenzialmente nel mirino dei fucili di precisione - è l'intero gruppo di riferimento che finisce col soccombere: senza una guida, il resto del branco è allo sbando e paradossalmente si arriva anche a morti per inedia.
Lo studio condotto dall'organizzazione americana, durata sei anni, ha censito il territorio dell'Africa Occidentale alla ricerca di Panthera leo, la specie di leone africano più diffusa in questa area, per arrivare ad una stima aggiornata del numero di animali presenti nella zona. Fino al 2005 si pensava che ci fossero almeno 21 aree protette dove i panthera leo vivessero in tranquillità. Invece le aree protette dove si trovano i felini sono solo 4, nel complesso il parco W-Arly-Pendjari che attraversa i confini di Benin, Burkina Faso e Niger e in altri tre siti tra Senegal e Nigeria. Quello che colpisce è anche la bassissima densità, che conta circa 1 leone per 100 chilometri quadrati. Dati lontanissimi da quelli riscontrati poco distante, in Africa orientale, dove la popolazione felina è anche 15 volte più densa.
A causa della mancanza di strade in alcune aree protette, abbiamo dovuto svolgere a piedi molti lavori di indagine con escursioni fino a 600 chilometri attraverso terreni accidentati”: dice Philipp Henschel, il coordinatore della ricerca alla rivista Scientific American.
Infatti la zona in questione comprende alcuni tra i paesi più poveri del mondo, che non hanno i fondi per gestire i parchi e per tenerli in condizioni adeguate. I ricercatori hanno scoperto che questi parchi non hanno controlli di sicurezza e non riescono a gestire la presenza degli animali al loro interno: “Sono parchi di facciata”, li ha definiti Henschel.
 
Fonte: repubblica.it
 

Pubblicato in


Mercato

Il mercato di EffettoTerra

Turismo Responsabile

SOSTIENI L'AMBIENTE

Sostieni Effetto Terra: dona il 5x1000 a Eta Beta

Incontri formativi scuole

Eta Beta propone incontri per imparare come cambiare i comportamenti di consumo e come migliorare ogni giorno l’ambiente in modo efficace, con piccoli gesti.

EffettoTerra Newsletter

Iscriviti alla newsletter del portale

Archivio Newsletter