Al Gore e la commissione clima Onu premiati con il premio Nobel per la pace 2007

Il comitato per il Nobel riconosce ad entrambi “gli sforzi per costruire e diffondere una conoscenza maggiore sui cambiamenti climatici provocati dall’uomo e per porre le basi per delle misure necessarie a contrastare tali cambiamenti”.

Il Nobel per la pace quest’anno ha premiato l’impegno sociale di un uomo e di un Istituto, impegnati ad affrontare la battaglia del secolo: il clima ed i suoi mutamenti. Nella motivazione viene riconosciuto l'alto valore morale delle campagne sostenute ed intraprese dall'ex vice presidente Usa, concretizzatesi nel libro "Una scomoda verità", diventato in seguito un documentario premiato con l’Oscar nel 2007, e nella campagna "Live Earth", concerto evento mondiale tenutosi in luglio. Al Gore è stato vice presidente degli Usa sotto la guida di Bill Clinton, e candidato alla presidenza nel 2000, battuto dall'oggi presidente G.W.Bush; da quindici anni tiene conferenze in tutto il mondo. Partecipò ai negoziati del protocollo di Kyoto e sembra oggi uno dei pochi ad avere compreso il problema che l'umanità ha di fronte.

Assegnare il Nobel per la pace a chi porta avanti la battaglia sul clima rappresenta un atto d'impegno chiaro a favore del tema, consacrandolo come prioritario. Appena saputo del premio, Gore ha annunciato che donerà il 100 per 100 dei proventi alla Alleanza per la Protezione del Clima, dedicando il premio a "tutti coloro che lottano per l'ambiente", sottolineando come che quella dei mutamenti climatici "è la più grande sfida che aspetta oggi l'umanità", ma anche "una grande opportunità". In quest'ottica "la crisi del clima non è solo una questione politica, è anche una sfida morale e spirituale per l'umanità". "Il pianeta Terra è in una situazione di emergenza - ha aggiunto Gore - Questo è solo l'inizio, è giunto il momento di elevare la consapevolezza mondiale" sul problema del riscaldamento del pianeta. L'auspicio è che questo premio "contribuisca a rafforzare l'attenzione della gente" sul problema dell'effetto serra".

Dopo il Nobel in molti si domandano se il premio rappresenterà il valore aggiunto ad una ricandidatura di Gore, che lo porrebbe nella condizione di affrontare la sfida più grande: quella di governare una delle nazioni con le maggiori responsabilità nel frenare la messa in atto del protocollo di Kyoto, e che da sola rappresenta il 24 per cento dei gas a effetto serra emessi nel pianeta. Ma lo stesso Gore ha smentito in un'intervista rilasciata il 17 ottobre alla radio tv pubblica norvegese NRK.

Il Nobel è diviso con l'Ipcc, Intergovernmental panel on climate change, il comitato scientifico formato nel 1988 da due organismi delle Nazioni Unite, la World Meteorological Organization (Wmo) e l'United Nations Environment Programme (Unep) allo scopo di studiare il riscaldamento globale e le sue possibili soluzioni per limitarlo.


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