Alimenti a rischio causa cambiamenti climatici

La siccità, le bombe d’acqua, le alluvioni e più in generale le condizioni climatiche estreme, potrebbero secondo alcuni studi mettere in serio pericolo numerosi produzioni alimentari e portare ad un cambiamento radicale delle comuni abitudini alimentari e addirittura alla scomparsa dalle nostre tavole di alcuni alimenti.

Oltre a parlare di riscaldamento degli oceani e dello scioglimento dei ghiacciai, bisogna tenere in considerazione anche i danni relativi all’agricoltura (si sa agricoltura e clima vanno di pari passo). Le conseguenze nelle tavole dei consumatori in tutto il globo non saranno indifferenti, le ire del tempo non andranno a compromettere solo la giornata al mare o la settimana bianca, ma potrebbero stravolgere totalmente la nostra alimentazione. Il rischio che si corre è quello di dovere dire addio a delizie come il cioccolato, il caffè, lo sciroppo d’acero ecc.
Tra gli alimenti a rischio a causa degli incrementi delle temperature vi è in primis il cioccolato, gli esperti stimano che potrebbe diventare un alimento di lusso entro il 2050. I dati sono forniti dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), a causa del riscaldamento globale, che nei Paesi produttori di cacao (Indonesia, Ghana, Costa d’Avorio), non garantirà quel clima umido richiesto da tale pianta.
Altro alimento di eccellenza che potrebbe sparire è il caffè. L’aumento delle temperature accompagnato da piogge irregolari potrebbe seriamente minacciare le produzioni in Africa, Sud America, Asia e Hawaii. Infatti, i cambiamenti climatici stanno modificando le principali aree di coltivazione mettendo così a rischi nel breve periodo il 20-25% della produzione con la conseguente perdita di almeno un quarto dei raccolti.
Gli amanti di dolci come il pancake potrebbe essere destinati a fare a meno in futuro del tanto amato sciroppo d’acero, destinato anch’esso a diventare un prodotto di lusso. Anche in questo caso responsabili sono le temperatura che innalzandosi riducono il periodo di produzione da parte degli aceri da zucchero. Tra le altre colture a rischio ci sono gli avocado e ceci che necessitano di grandi quantità di acqua per crescere. A queste si aggiungono fragole, pesche, albicocche, ciliegie e prugne, frutti estremamente delicati che richiedono condizioni metereologiche e temperature abbastanza costanti. In pericolo anche il vino!! La produzione del “nettare degli dei”, potrebbe nei prossimo 50 anni ridursi fino all’85% dei volumi attuali a causa dell’innalzamento delle temperature nelle principali regioni produttive.
Anche prodotti più tradizionali (anche per l’Italia), sono minacciati dai cambiamenti climatici e dall’inquinamento. Uno tra tutti è il miele, che vede nella crisi vissuta dalla popolazione delle api una strada verso la scomparsa di questo prezioso alimento e rimedio naturale. Secondo quando affermato dallo US Departmant of Agricolture study datato 2016, l’aumento della CO2 nell’atmosfera sta riducendo drasticamente il livello di proteine nel polline, trasformandolo in cibo non sufficientemente nutriente per gli insetti impollinatori.
Una altro problema riguarda l’aumento dell’anidride carbonica in mare che sta facendo crescere il tasso di acidità degli oceani. Questo fenomeno indebolisce i gusci di ostriche e crostacei che sono così costretti a migrare verso acque più accoglienti (se ci sono).
A chiudere questo elenco sono le arachidi, anch’esse minacciate dai cambiamenti climatici. L’incremento delle temperature minaccerà in maniera crescente queste delicate piante, le cui produzioni risulteranno compromesse anche dalla crescente intensità delle piogge.

A.I.

Fonte: www.greenstyle.it, news.fidelityhouse.eu

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