Allerta Ue: smog ancora sopra i limiti

La partita contro lo smog nell'Unione europea è ancora tutta da giocare. A rilanciare l'allarme smog è l'Agenzia Europea dell'Ambiente (Aea), che nell'ultimo rapporto “Air Quality in Europe 2013” mette sotto accusa il 'sistema trasporti' dell'Unione dei 28.
 
Secondo il report, il settore trasporti produce un quarto dei gas serra dell'Ue e non si intravedono grandi riduzioni in vista. Italia, Polonia, Slovacchia, Turchia e i Balcani sono le aree piu' critiche per gli elevati livelli di PM10 e PM2,5. Negli ultimi decenni si e' registrato un generale calo degli inquinanti nell'aria, ma secondo l'Aea, il diossido di azoto (NO2) e' ancora oltre i limiti legali nel 33% delle stesse centraline per le polveri sottili (Pm10), nocive per la salute. Gli standard 'Euro' per i veicoli quindi non hanno funzionato nel diminuire le quantita' di diossido di azoto.
Inoltre nel rapporto si legge che, il 69% del carburante consumato sulle strade in Europa nel 2012 è diesel, solo il rimanente è benzina. La flotta italiana di veicoli diesel è fra le più numerose del vecchio continente, piazzandosi all'ottavo posto nell'Ue dopo Lussemburgo, Belgio, Austria, Francia, Spagna, Romania e Bulgaria e prima di Portogallo e Germania.
Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente, spiega: “I dati diffusi oggi dall'EEA confermano quello che Legambiente sostiene da anni: l'inquinamento dell'aria resta uno dei principali problemi per la salute delle persone e per la salvaguardia dell'ambiente. Una vera e propria emergenza che colpisce anche e soprattutto il nostro Paese. I dati relativi allo scorso anno di 'Mal'aria' confermano la stessa situazione critica: su 95 citta' italiane monitorate da Legambiente, 51 hanno superato il bonus di 35 giorni di superamento stabilito dalla legge per il PM10. L'area della Pianura Padana, come risulta anche dal report dell'Agenzia europea dell'ambiente, si conferma come una delle piu' critiche. Per arginare l'emergenza smog serve una nuova strategia che intervenga sui settori piu' inquinanti, a partire da quello dei trasporti. Su questo in Italia serve una nuova capacita' politica che invece di guardare alla realizzazione di inutili infrastrutture punti, attraverso interventi immediati e mirati, su una mobilita' sostenibile basata su trasporto pubblico efficiente, mobilita' pedonale e ciclabile e trasporto su ferro per ridurre il parco auto circolante, che nel nostro Paese raggiunge da sempre livelli da primato rispetto al resto d'Europa”.
L'Aea punta il dito sulla crescita del trasporto merci e sulla scarsita' di mezzi 'alternativi' in circolazione nell'Ue rispetto a quelli alimentati con combustibili tradizionali. Basti pensare che i veicoli elettrici sono appena lo 0,03% del totale. In alcuni casi, secondo il rapporto Aea, lo stesso andamento dei prezzi delle auto ha influenzato le scelte dei cittadini Ue a danno dell'ambiente e della loro stessa salute. Acquistare un'automobile e' relativamente piu' a buon mercato in termini reali rispetto agli anni '80 e '90, mentre i viaggi in treno e su trasporti via mare o fluviali sono diventati piu' costosi.
La vita in città - secondo Bruyninckx, direttore esecutivo dell'Aea,- non deve significare aria inquinata, traffico, rumore e viaggi lunghi. L'auto di fatto è ancora il mezzo preferito dagli italiani nei centri urbani: secondo un'indagine di Eurobarometro, il 52% degli intervistati a Palermo usa l'automobile e il 19% la moto, piazzandosi al secondo posto dopo Lefkosia a Cipro (89% e 2%). Al quarto posto c'è Verona (55% e 11%), all'ottavo posto Napoli (52% e 10%) e al quattordicesimo da Roma (50% e 8%). Il 37% di chi va a lavoro a Roma impiega oltre 30 minuti per arrivare a lavoro, una percentuale che arriva al 65% a Londra.
 
Fonte: eea.europa.eu; ANSA
 
 

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