Biodinamo – È il corpo umano la nuova frontiera dell’energia?

Eolico, fotovoltaico, biomasse: la tecnologia fin qui utilizzata per produrre energia a impatto zero pare nulla a confronto con le applicazioni studiate a partire dal calore generato dai nostri corpi. Se ricaricare il cellulare mentre si cammina appare di facile intuizione, chi avrebbe mai pensato che fosse possibile riscaldare un palazzo durante il tragitto casa-lavoro?

Si chiama “people power”, l’energia prodotta dalla gente. I primi a crederci sono stati i membri di un gruppo di ricerca australiano che hanno confezionato una t-shirt capace di produrre elettricità per effetto dei movimenti e delle vibrazioni del corpo. Ma l’”abbigliamento elettrico” (per il quale si prospetta un utilizzo nello sviluppo di tute spaziali) è stato solo il primo passo.
I ricercatori della Simon Fraser University, in Canada, hanno infatti messo a punto una particolare ginocchiera in grado di assorbire l’energia cinetica prodotta dal movimento delle gambe, il “biomechanical energy harvester”. Il sistema capta lo sforzo fatto dai muscoli per rallentare il passo giusto un attimo prima che il piede tocchi terra. L’impulso così immagazzinato può generare, durante una passeggiata, più di 5 watts e non appena si aumenti l’andatura l’elettricità prodotta può salire a 13 watts. In questo modo il team di scienziati canadese ha calcolato che un minuto di “jogging” fornirebbe l’energia equivalente per sostenere una conversazione di 30 minuti al telefono portatile. L’obiettivo della ricerca è ridurre il numero di batterie e dispositivi ricaricabili presenti, con conseguente diminuzione del loro potenziale carico inquinante. Non è un mistero, però, che l’applicazione risponda anche a delle esigenze militari, in particolare legate alla logistica e all’approvvigionamento energetico delle truppe sul campo.
L’idea più ambiziosa, al momento, proviene comunque dalla Svezia e più che dal contenuto tecnologico dipende dalla brillante intuizione avuta da Karl Sundholm, project manager presso la Stazione centrale di Stoccolma. Ogni giorno circa 250 mila persone (pendolari, studenti, uomini d’affari, civili) transitano da quello che viene considerato il più grande nodo ferroviario scandinavo. Una massa che produce calore, una massa che produce energia. Come incanalare questo potenziale energetico? Con un sistema in apparenza semplice, ma tremendamente efficace. Grazie a una serie di turbine il calore emesso verrà utilizzato per riscaldare dell’acqua, contenuta in una serie di piccoli tubi che verranno installati lungo le aree di passaggio. Tramite una rete idraulica l’acqua calda potrà essere trasportata agli edifici circostanti, condividendo i benefici del risparmio energetico realizzato. Gli svedesi calcolano, infatti, di tagliare del 20% la spesa di energia sostenuta dalla stazione, per un ammontare di circa 20 mila euro l’anno e, contemporaneamente, di soddisfare il 15% del bisogno di calore dei palazzi adiacenti. Tempi di realizzazione previsti? Fine 2010, con la creazione di un modello abitativo sensibile che promette di rivoluzionare anche le tecniche del marketing immobiliare. Mai come adesso è  proprio il caso di dirlo: la più grande risorsa per l’ambiente siamo noi stessi.

Tratto da: www.sciencemag.org


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