Cambiamento climatico

Previsione allarmante: «Nel 2050 il collasso degli ecosistemi, dall'Artico all'Amazzonia». Si discute da decenni di cambiamento climatico, ma il tema è stato approfondito solo dagli ’80. Oggi è al centro di agende politiche, tensioni internazionali, strategie economiche e mobilitazioni di massa. Giugno da record, è stato il più caldo mai registrato, lo dicono i satelliti europei Copernicus.

Stando a queste previsioni nel 2050, a causa dei cambiamenti climatici dovuti all’inquinamento, gli ecosistemi terrestri crolleranno, dall’Artico all’Amazzonia alla Barriera corallina. Questo è quanto emerge dalla ricerca condotta da Ian Dunlop e David Spratt. La temperatura globale, negli ultimi 150 anni, è aumentata di 0,8° C ed è previsto un ulteriore innalzamento fino ai 2 °C in più rispetto alle temperature pre rivoluzione industriale.

Per Greenpeace “ la soluzione per combattere i cambiamenti climatici esiste, lo dice la scienza, abbandonare carbone, gas e petrolio e puntare all’energia 100% rinnovabile, ma anche diminuire il consumo di carne e fermare la deforestazione, non sarebbe per niente una cattiva idea. Nel frattempo i ghiacci si sciolgono, ed eventi atmosferici estremi come bombe d’acqua e ondate di calore sono sempre più frequenti, soprattutto in Italia dove stanno aumentando i disastri climatici.

Va notato che dopo il caldo torrido, di pochi giorni fa, le temperature si sono abbassate e in alcune zone dell’Italia la pioggia è stata accompagnata da grandi chicchi di grandine e forti raffiche di vento. D’altronde gli scienziati ci avevano avvertito: “le emissioni globali devono essere dimezzate entro il 2030 e azzerate entro il 2050. E’ l’unico modo per mantenere l’aumento della temperatura globale al di sotto di 1,5 C° altrimenti le conseguenze per il pianeta potranno essere devastanti. Uno studio della University of Saskatchewan Canada e UniBologna, mostra che le forti precipitazioni responsabili di frane e alluvioni sono aumentate continuamente tra il 1964 e il 2013, in parallelo con l’intensificarsi del riscaldamento globale.  Ad avvalorare quanto detto da questi esperti, il bizzarro clima di questi giorni, con caldo africano, che ha portato le temperature massime, a 38 gradi e un improvviso abbassamento delle temperature, che ha causato sulla penisola grandinate, temporali e nubifragi.

Greta Thunberg , la ragazza di 16 anni che ispira il mondo con il suo movimento ambientalista studentesco dell’era dei social media #FridaysForFuture, composto da militanti giovanissimi (dai 14- ai 22 anni), hanno molto da insegnarci, infatti, è da parecchio tempo che si battono a colpi di hashtag, scioperi e manifestazioni, per fermare il riscaldamento globale e la distruzione del nostro bellissimo pianeta. Inoltre è doveroso ricordare, che le richieste di queste nuove generazioni, sono legittime e condivisibili. Il 27 settembre 2019 i ragazzi del movimento si ritroveranno in tutte le piazze del mondo. In Italia nei due scioperi precedenti, gli studenti di oltre 100 città sono scesi in piazza per manifestare le loro preoccupazioni, tra cui Il capoluogo lombardo (Milano) ha vantato la maggior partecipazione con più di 100.000 presenze. Tutti i cittadini dell’Unione Europea sono pienamente d’accordo sul fatto che la lotta contro il cambiamento climatico debba essere una priorità mondiale e possa, inoltre, portare vantaggi e crescite anche a livello economico.

Queste azioni,  potrebbero guidarci ancor più verso uno sviluppo sostenibile e un economia circolare che, nelle sue diverse dimensioni, risolverebbe il problema ambientale, ma anche quello sociale tenendo in considerazione anche il previsione di Philip Alston (relatore speciale dell’ONU sull’estrema povertà) secondo il quale: “i cambiamenti climatici causeranno carestie, minori fonti idriche e maggiori conflitti che porterà all’emergere di 120 milioni di nuovi poveri entro il 2030”.

Fonti: www.greenstyle.it; www.instazu.com; www.ansa.it

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