Il Wwf ha presentato a Roma Scorecards, un'analisi delle politiche di lotta ai cambiamenti climatici delle otto massime potenze industriali e dei cinque paesi emergenti, Brasile, Cina, India, Messico e Sudafrica che si riuniranno a Hokkaido, in Giappone in questi giorni.
La prossima riunione delle potenze mondiali, il G8, che si terrà in Giappone nei prossimi giorni ha in agenda con un posto di tutto riguardo, la lotta ai cambiamenti climatici. Si sa che nei grandi summit la conclusione dei lavori lascia sempre delusi, e le promesse il più delle volte rimangono disattese. Così il WWF in collaborazione con Allianz e con la società Ecofys, ha deciso di dare i voti prima dell'inizio del summit, per permettere a tutti di verificare con chiarezza l'impegno dei G8.
Scorecards è un'analisi delle politiche di lotta ai cambiamenti climatici delle otto massime potenze industriali e dei cinque paesi emergenti, Brasile, Cina, India, Messico e Sudafrica, si basa su una mappa interattiva consultabile dagli utenti del web dove è possibile leggere il perché dei giudizi delle associazioni ambientaliste. Non sono voti, il wwf ha deciso di attribuire i colori dei semafori, e il verde è veramente raro e specifico solo su alcuni temi. Ad esempio Londra ne conquista uno per l'intensità energetica (il rapporto tra Pil e consumi) e le politiche industriali, Parigi altre due per numero di emissioni procapite e intensità energetica. Due pure quelle assegnate a Berlino (intensità energetica e politiche a sostegno delle rinnovabili), mentre l'unica ottenuta da Roma è alla voce intensità energetica. In generale comunque nessuna nazione del G8 è promossa a pieni voti e la media generale è piuttosto bassa tenendo conto dell'impegno dei Paesi in merito alla riduzione delle emissioni di gas serra, allo sviluppo del mercato della CO2,alla diffusione delle rinnovabili e alle politiche sul risparmio energetico.
Tenendo conto però dell'insieme delle valutazioni nessuno va oltre il semaforo giallo, intesta comunque ci sono Gran Bretagna, Francia e Germania. Italia e Giappone sono invece a centro classifica, mentre a chiudere ci sono Russia, Canada e Stati Uniti, un trio da luce rossa.
L'Italia passa con il giallo quindi, passa" con il giallo, ma il giudizio è comunque severo. "Le emissioni dell'Italia - si legge nel rapporto - aumentano costantemente e sono notevolmente al di sopra degli obiettivi di Kyoto. L'Italia ha avviato alcuni sforzi, ma sono in atto solo poche misure nazionali per ridurre le emissioni e ancora non hanno prodotto risultati significativi". Ancora una volta a salvarci, o quanto meno a mitigare i danni, è l'essere costretti all'azione da Bruxelles. "Tuttavia - è scritto ancora in Scorecards - quale stato membro Ue, l'Italia appoggia gli obiettivi comunitari di riduzione delle emissioni di gas serra per il 2020 nonché gli obiettivi in materia di risparmio energetico e rinnovabili", anche se "il Piano nazionale di Allocazione di quote di emissione italiano è modesto".
Un altro dato che si evince è rappresentato dal fatto che comunque anche le città più virtuose non attuano una politica globale sulla riduzioni di co2, che sappia coniugare più azioni sinergiche, ad esempio" Londra guarda al futuro con una capacità strategica notevole, ma fa poco sulle rinnovabili. Berlino su eolico e solare ha fatto invece un lavoro straordinario, ma rimane ambigua sul carbone e sui trasporti".
I paesi del G8, sottolinea ancora il documento dell'associazione ambientalista, "hanno la maggiore responsabilità e devono assumere la guida, impegnandosi a drastici tagli nelle proprie emissioni, nell'ordine di una riduzione almeno tra il 25% al 40% entro il 2020". "Essi - mette ancora in guardia il Wwf - hanno inoltre la responsabilità di guidare la cooperazione globale sul clima con Brasile, Cina, India, Messico, Sud Africa e gli altri paesi in via di sviluppo. Compito loro è incoraggiare lo sviluppo sostenibile attraverso il trasferimento di tecnologie e il sostegno finanziario. Mandando un segnale politico di appoggio alla cooperazione internazionale e a target ambiziosi di taglio delle emissioni di CO2, il G8+5 di quest'anno può anche aiutare a far sì che le prossime trattative Onu sul clima, il prossimo dicembre a Poznan, in Polonia, siano un successo".
Scorecards sottolinea anche ciò che di buono c'è: "Il funzionamento del piano Ue di scambio emissioni - si legge ancora nel rapporto - è stato migliorato e ha portato ad allocazioni più rigorose nella fase 2008-2012. La messa all'asta di quote di emissioni potrà creare nuove risorse finanziarie per la mitigazione". Inoltre, "mentre le azioni a livello federale in Canada e Usa sono insufficienti, le attività degli stati sono molto incoraggianti".
Leggi qui Scorecards (estratto)
Scorecards è un'analisi delle politiche di lotta ai cambiamenti climatici delle otto massime potenze industriali e dei cinque paesi emergenti, Brasile, Cina, India, Messico e Sudafrica, si basa su una mappa interattiva consultabile dagli utenti del web dove è possibile leggere il perché dei giudizi delle associazioni ambientaliste. Non sono voti, il wwf ha deciso di attribuire i colori dei semafori, e il verde è veramente raro e specifico solo su alcuni temi. Ad esempio Londra ne conquista uno per l'intensità energetica (il rapporto tra Pil e consumi) e le politiche industriali, Parigi altre due per numero di emissioni procapite e intensità energetica. Due pure quelle assegnate a Berlino (intensità energetica e politiche a sostegno delle rinnovabili), mentre l'unica ottenuta da Roma è alla voce intensità energetica. In generale comunque nessuna nazione del G8 è promossa a pieni voti e la media generale è piuttosto bassa tenendo conto dell'impegno dei Paesi in merito alla riduzione delle emissioni di gas serra, allo sviluppo del mercato della CO2,alla diffusione delle rinnovabili e alle politiche sul risparmio energetico.
Tenendo conto però dell'insieme delle valutazioni nessuno va oltre il semaforo giallo, intesta comunque ci sono Gran Bretagna, Francia e Germania. Italia e Giappone sono invece a centro classifica, mentre a chiudere ci sono Russia, Canada e Stati Uniti, un trio da luce rossa.
L'Italia passa con il giallo quindi, passa" con il giallo, ma il giudizio è comunque severo. "Le emissioni dell'Italia - si legge nel rapporto - aumentano costantemente e sono notevolmente al di sopra degli obiettivi di Kyoto. L'Italia ha avviato alcuni sforzi, ma sono in atto solo poche misure nazionali per ridurre le emissioni e ancora non hanno prodotto risultati significativi". Ancora una volta a salvarci, o quanto meno a mitigare i danni, è l'essere costretti all'azione da Bruxelles. "Tuttavia - è scritto ancora in Scorecards - quale stato membro Ue, l'Italia appoggia gli obiettivi comunitari di riduzione delle emissioni di gas serra per il 2020 nonché gli obiettivi in materia di risparmio energetico e rinnovabili", anche se "il Piano nazionale di Allocazione di quote di emissione italiano è modesto".
Un altro dato che si evince è rappresentato dal fatto che comunque anche le città più virtuose non attuano una politica globale sulla riduzioni di co2, che sappia coniugare più azioni sinergiche, ad esempio" Londra guarda al futuro con una capacità strategica notevole, ma fa poco sulle rinnovabili. Berlino su eolico e solare ha fatto invece un lavoro straordinario, ma rimane ambigua sul carbone e sui trasporti".
I paesi del G8, sottolinea ancora il documento dell'associazione ambientalista, "hanno la maggiore responsabilità e devono assumere la guida, impegnandosi a drastici tagli nelle proprie emissioni, nell'ordine di una riduzione almeno tra il 25% al 40% entro il 2020". "Essi - mette ancora in guardia il Wwf - hanno inoltre la responsabilità di guidare la cooperazione globale sul clima con Brasile, Cina, India, Messico, Sud Africa e gli altri paesi in via di sviluppo. Compito loro è incoraggiare lo sviluppo sostenibile attraverso il trasferimento di tecnologie e il sostegno finanziario. Mandando un segnale politico di appoggio alla cooperazione internazionale e a target ambiziosi di taglio delle emissioni di CO2, il G8+5 di quest'anno può anche aiutare a far sì che le prossime trattative Onu sul clima, il prossimo dicembre a Poznan, in Polonia, siano un successo".
Scorecards sottolinea anche ciò che di buono c'è: "Il funzionamento del piano Ue di scambio emissioni - si legge ancora nel rapporto - è stato migliorato e ha portato ad allocazioni più rigorose nella fase 2008-2012. La messa all'asta di quote di emissioni potrà creare nuove risorse finanziarie per la mitigazione". Inoltre, "mentre le azioni a livello federale in Canada e Usa sono insufficienti, le attività degli stati sono molto incoraggianti".
Leggi qui Scorecards (estratto)
Scarica qui Scorecards (completo in pdf)
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