COP 21 Parigi: le proposte dei socialisti e democratici europei

In attesa dell’inizio della 21° Conferenza Unfccc (COP 21), che prenderà il via a Parigi tra poco più di un mese, fremono i preparativi per ottenere il massimo risultato in vista di accordi vincolanti tra gli stati partecipanti.
 
Intanto il 21 e 22 ottobre si è svolto, sempre a Parigi, il summit “4 climate” che ha segnato l’inizio della mobilitazione di socialisti e democratici europei, che, in quest’occasione, hanno presentato la “Déclaration de Paris des leaders progressistes pour la COP21”  contenente 21 proposte  che, nelle intenzioni dei promotori, mirano a fare della COP21 un incontro all’altezza degli impegni storici sui quali si baserà.
I leader socialisti e democratici europei, chiedono con insistenza che un accordo ambizioso, dinamico e giuridicamente obbligatorio sia concluso durante la COP21, per garantire a tutte e tutti i cittadini dei mezzi di sussistenza sostenibili.
La crisi climatica indotta dall’uomo rappresenta una delle più grandi minacce per le nostre società, per la salute e i sistemi ecologici nel mondo intero. La Conferenza delle nazione Unite sui cambiamenti climatici di Parigi  ci offre un’occasione unica di risolvere i pericoli legati ai cambiamenti climatici”.
Tra le 21 proposte presentate la richiesta di un accordo vincolante, universale e dinamico, che preveda la sottoscrizione di tutti i Paesi dell’impegno a  contenere il riscaldamento climatico globale sotto i 2 gradi Celsius. Si chiede inoltre una rapida transizione verso un’economia decarbonizzata, circolare e sostenibile promuovendo investimenti globali a favore di economie resilienti a bassa intensità di carbonio.
L'eurodeputato Gille Pargneaux, tra i promotori dell’iniziativa, ha dichiarato: “È un obiettivo enorme: limitare l'innalzamento della temperatura globale a meno di due gradi è necessario per evitare il cambiamento climatico e le catastrofi naturali che causerebbe (siccità, alluvioni, crisi alimentari). Aiuterebbe inoltre a limitare la crescita esponenziale dei rifugiati per cause climatiche. Nei prossimi anni il numero dei rifugiati per motivi legati al clima potrebbe raggiungere i 200 milioni, superando addirittura il numero dei rifugiati di guerra. Il cambiamento climatico è la battaglia del secolo. Il Parlamento europeo deve affrontare questa sfida. Dopo il fallimento di Copenhagen, al vertice di Parigi non possiamo permetterci di fermarci ai tentativi,  permettersi di essere una conferenza di tentativi, ma una conferenza di decisioni”.
 
Fonte: greenreport.it, socialistanddemocrats.eu
 
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