Se si chiama Milleproroghe (vero nome Legge 28 febbraio 2008, n. 31) un motivo c'è chiaramente, ed è questo il nome dato all'ennesimo decreto che il governo vara, su campi diversi, che rimanda di almeno un anno l'entrata in vigore di alcuni provvedimenti. Il decreto prende in esame vari piani: giustizia, class action, editoria, patto di stabilità interno, pubblica amministrazione, dichiarazione dei redditi, ici, scuola, pensioni,appalti, sicurezza sul lavoro ed altro.
Un comma del Milleproroghe riguarda l'ambiente, nella fattispecie la proroga di alcuni punti della legge 244 del 2007, ovvero la Finanziaria per il 2008 del governo Prodi, che introduceva, dal primo gennaio del 2009, l'obbligatorietà per gli edifici di nuova costruzione l'integrazione di "impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili" per una produzione energetica di almeno 1 kW per ciascuna unità abitativa, "compatibilmente con la realizzabilità tecnica dell'intervento", e per i fabbricati industriali, "di estensione superficiale non inferiore a 100 metri quadrati", la produzione energetica minima richiesta arriva invece a 5 kW. Con l'approvazione del decreto, il risparmio energetico obbligatorio viene rinviato di un anno, dal primo gennaio 2009 al primo gennaio 2010.
Il governo giustifica il rinvio sostenendo la necessità da parte di tutti gli operatori del settore di farsi trovare pronti al momento dell'entrata in vigore del provvedimento. Marco Pigni, direttore di Aper, l'associazione italiana dei produttori da energie rinnovabili risponde: "Non è vero che non siamo pronti: con il Conto Energia in un anno il fotovoltaico ha prodotto più di 200MW - spiega - e nella stragrande maggioranza dei casi si parla di piccoli impianti".
Sono molte le proteste in merito, dall'opposizione parlamentare ai gruppi ecologisti. Ad essi si è aggiunta una catena di blog, che si è mobilitata per evitare quanto ora è avvenuto.
Fonte: Il sole24ore
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