Due torinesi su tre contrari ai grattacieli in città

Presentato lo scorso giovedì presso l'Unione Culturale di Torino, il sondaggio commissionato all’Associazione Target dal Comitato “Non grattiamo il cielo”, evidenzia come il futuro skyline del capoluogo piemontese, che sorgerà con i nuovi grattacieli di Regione e Intesa San Paolo non piaccia al campione di cittadini preso in esame. E non mancano gli spuntidi riflessione.

I dati dell’indagine testimoniano la complessità della percezione e quindi nel giudizio dei cittadini torinesi in merito al futuro urbanistico della propria città. Un esempio è dato da una delle considerazione a margine rispetto all’analisi complessiva in merito all’appartenenza politica degli intervistati. Tra coloro che si definiscono di sinistra e centro-sinistra la forbice tra favorevoli e contrari in merito ai progetti dei grattacieli di Regione e Banca Intesa a Torino non è così marcata, come si potrebbe pensare. Sono infatti il 28% del totale, di cui il 45,70% per il si e il  54,30% per il no. Segno forse di una sempre maggiore disillusione verso la politica, perchè se si sommano coloro dichirataisi elettori di destra e centro-destra (12,80%) e di centro (4,80%) si raggiunge il 45,6%. E’ il resto? Il 5,20% è contemplato nella voce altro (ex grillini, movimenti vari, ecc), mentre il 34,60% da persone che si dichiarano apolitiche.
Il sondaggio non prendeva in esame solo la costruzione e l’impatto ambientale e sociale dei due nuovi grattacieli in cantiere a Porta Susa ed al Lingotto, ma sollecitava una riflessione sulla crescita edilizia a Torino e sui nuovi quartieri realizzati. Infatti alla domanda sulla tendenza  del piano regolatore che apporta modifiche alla geografia di Torino per ospitare potenziali centomila nuovi abitanti i favorevoli a risultano il 64%. Richiesto da un gruppo di architetti ingegneri e ambientalisti il sondaggio si è riferito ad un campione di 500 persone rappresentative per genere, classi di età, circoscrizioni di residenza, livello d’istruzione e situazione lavorativa. La Circoscrizione maggiormente rappresentata è stata la Circoscrizione 10 “San Paolo, Cenisia, Pozzo Strada, Cit Turin”, dove sorgerà uno dei due grattacieli, mentre a rispondere più frequentemente le donne (52,80), persone comprese nella fascia d’età che va dai 35 ai 59 anni (43%) e con un diploma di scuola superiore (45,6%). Per quanto riguarda l’occupazione sono gli impiegati con il 28% i più presenti, anche se il 30,4% di pensionati e il 3,80% di disoccupati sono dati su cui riflettere non solo per il futuro e la crescita  urbanistica di Torino.
Dalle sei domande poste agli intervistati emerge, sottolinea il Comitato “Non grattiamo il cielo”, come "Il 68% dei torinesi sia favorevole ad almeno dimezzare l'altezza del progetto Intesa San Paolo. Noi abbiamo ordinato il sondaggio per sapere, non pretendiamo di conoscere cosa pensa la gente e come cambia il pensiero. Pensavamo caso mai che la crisi economica potesse aver messo in minoranza la opposizione ai grattacieli portando ad accettarli come occasione economica. In ogni caso la maggioranza invece è contraria. Una risposta significativa è quella che spiega le motivazioni dei favorevoli e dei contrari."
E’ questo è il dato più lampante nonostante sulla costruzione dei grattacieli in se e per se i numeri non siano così netti, sono infatti favorevoli il 46% del totale e contrari il 48,20%, le ragioni del si vanno ricercate nell’idea di sviluppo dell’economia derivante dalle  nuove costruzioni (16,60%), mentre quelle del no nel deturpamento del paesaggio (32,40%).

Fonte: Comitato “Non grattiamo il cielo”

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