Eco consigli: riciclare l'acqua piovana

Far coincidere il risparmio ecologico con quello economico, in questo periodo di criticità del sistema economico, è un sentire sempre più comune. Crisi o meno, le buone prassi stanno divenendo un modo di vivere necessario per molte più persone che in passato. Il riciclare l'acqua piovana può divenentare così un modo per risparmiare sulla bolletta dell'acqua e gli esempi non mancano.

Non è una novità, bisogna dirlo da subito, i romani usavano raccoglierle in grosse vasche chiamate impluvium. In campagna è una prassi, ma oggi il riciclo dell'acqua piovana sta divenendo un modo sempre più diffuso per affrontare la crisi e di contempo, aiutare il pianeta.
Ogni italiano consuma in media 200 litri di acqua al giorno: dai 106 di Ascoli Piceno ai 360 di Milano è il più delle volte l'uso che si fa dell'acqua del rubinetto è improprio o almeno decisamente eccessivo. Evitare gli sprechi utilizzandola ragionevolmente sarebbe un gesto di rispetto verso di se e verso il mondo.
Oggi una proposta concreta, per il riuso dell'acqua piovana, arriva dagli Stati Uniti dall'Associazione American Rainwater Catchment Systems Association (Arcsa), che dal 1994 lavora su questo tema, vedendo crescere di anno in anno i propri iscritti. Attività di sensibilizzazione sul territorio e presa di coscienza dell'esistenza di una possibile soluzione al problema dello spreco d'acqua, che hanno portato ad iniziative concrete. Come nello Stato di Washington, dove l'Amministrazione locale ha predisposto un ufficio ed un funzionario dedicati, a disposizione dei cittadini che intendono servirsi di cisterne per la raccolta dell'acqua piovana. Una scelta semplice ed economica, basta dotarsi di una cisterna da cento litri tenerla sul balcone e il gioco è fatto. Con piccoli accorgimenti, quali ad esempio un coperchio ed un rubinetto a mezz'altezza della cisterna, o l'installazione al buio ricorrendo a teli neri e applicando sulla bocca del bidone una rete a maglie fitte, così che possa fungere da primo filtro (giusto per evitare che entrino anche scorie o insetti), si può far si che l'acqua non ristagni troppo.
Una risorsa da utilizzare per gli usi più comuni, come innaffiare le piante, lavare l'auto, pulire la casa o/e usare nel ferro da stiro o nello sciacquone, limitando notevolmente lo spreco d'acqua, oppure seguendo l'esempio di alcuni cittadini particolarmente ingegnosi riuscire ad impiegarla anche per il funzionamento di lavatrici e lavastoviglie.
Il Comune di Carugate, ad esempio, da regolamento edilizio impone che nel caso di una casa di nuova costruzione o della ristrutturazione del bagno sia anche installata una cisterna sotterranea con doppia tubatura, per usare l'acqua piovana anche in ambito domestico. Piccoli esempi che rimangono tali e poco conosciuti, anche perchè a livello nazionale manca una legislazione completa che imponga, come avviene ad esempio in alcuni camping esteri, alle strutture turistiche o sportive l'uso dell'acqua piovana per lo scarico nei wc, per l'irrigazione dei prati, per la manutenzione igienica o per l'utilizzo di lavastoviglie e lavatrici.

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