Eco-shopper

Addio al polietilene. La materia plastica (tra le più economiche)  più comunemente usata per produrre buste di plastica, sembra sia destinata a scomparire definitivamente da qui al 1° gennaio 2010.

A partire da questa data, ha stabilito la Finanziaria 2007, saranno aboliti i sacchetti di plastica tradizionali, per lasciare il posto alle più ecologiche "Eco-Shopper", prevedendo un passaggio graduale dall'una all'altra produzione, già da quest'anno sarà avviato un programma sperimentale per ridurre la commercializzazione di sacchi da asporto non biodegradabili.
Le 250 mila tonnellate di buste in polietilene che si consumano ogni anno, saranno sostituite dalle loro più "rispettose colleghe" utilizzando prodotti agricoli quali mais e olio di girasole principalmente, ma anche alcune sostanze contenute nel pomodoro, con un risultato che punta alla riduzione dei gas serra, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi fissati dal Protocollo di Kyoto, al sostegno delle filiere agro-industriali nel campo dei biomateriali e al rafforzamento della protezione ambientale.
Attualmente l'unico produttore (dal 1992) di eco-shopper nel nostro paese è la Novamont di Novara, che ha già concesso, ad altri undici produttori italiani, la licenza per utilizzare il marchio Mater-Bi, bioplastica nata da risorse rinnovabili, sviluppata dall'azienda piemontese.
Peccato che rispetto al resto del mondo, il nostro paese sia un po' in ritardo, nel senso che città come Parigi e San Francisco hanno già accantonato le vecchie buste, Melbourne e Hong Kong lo faranno da qui a poco, ma la città australiana ha già messo da un anno la sovratassa sull'acquisto delle buste di plastica, e altri paesi come Irlanda, Bangladesh, Sudafrica e Taiwan sono per il divieto e a breve lo metteranno in pratica.

Fonte: Repubblica


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