Emergenza Idrica: il matrimonio tra uomo e acqua è agli "sgoccioli"

Il matrimonio fra l'uomo e l'acqua, negli ultimi anni è entrato in una fase di rottura che potrebbe portare molti abitanti del nostro pianeta in una situazione di disagio, una colpa da attribuire sicuramente alle attività antropiche che determinano l'effetto serra, con i conseguenti cambiamenti climatici, tra cui la progressiva scomparsa dell'acqua.

Per tutti gli esseri viventi che compongono la biosfera l'acqua costituisce una ricchezza necessaria e irrinunciabile. L'uomo e la sua storia sono fortemente legati all'acqua, basti pensare al fatto che le prime civiltà sono nate in riva a grandi fiumi (Tigri, Eufrate, Nilo, Huang He, conosciuto come il Fiume Giallo), usati come vie di comunicazione, per l'artigianato, la produzione agricola, l'alimentazione e l'igiene personale, attività che ancora oggi, con l'aggiunta della produzione industriale, continuano.
Il matrimonio fra l'uomo e l'acqua, negli ultimi anni è entrato in una fase di rottura che potrebbe portare molti abitanti del nostro pianeta in una situazione di disagio, una colpa da attribuire sicuramente alle attività antropiche che determinano l'effetto serra, con i conseguenti cambiamenti climatici, tra cui la progressiva scomparsa dell'acqua.
La carenza idrica non riguarda solo il sud del mondo, ma anche paesi più industrializzati come l'Italia, dove l'acqua viene sprecata quotidianamente dalla popolazione ed usata male, sia per uso agricolo, sia per uso industriale. Se a tutto ciò aggiungiamo il fatto che nell'ultimo periodo pioggia e neve non si sono quasi fatte vedere, la situazione è tutt'altro che "entusiasmante".
Nel sud della penisola, la dispersione raggiunge picchi del 50% ed il 78% della popolazione ha una disponibilità insufficiente di acqua potabile, mentre nel resto del paese la condizione dei principali fiumi desta preoccupazione.
La portata dell'Arno è stimabile intorno al 50% della media stagionale, quella del Tevere, nel centro storico di Roma è di circa 140 m3/s contro i 357 m3/s, che costituiscono la media storica (1921-1991) di febbraio, ma i dati più allarmanti vengono dal Po. Il principale fiume italiano, sta subendo una crisi senza precedenti, l'abbassamento dal 1989 ad oggi è di cinque metri e mezzo, la preoccupazione degli agricoltori è molto forte. Un terzo dei prodotti agro alimentari nostrani dipendono dalle risorse idriche del bacino del Po, dal quale si preleva l'acqua per il sostentamento del bestiame, per la produzione della maggior parte di derivati dai latticini e insaccati, nonchè per la  produzione di riso, settore in cui non abbiamo rivali nel nostro continente.
Già un mese e mezzo fa era stato lanciato un campanello d'allarme dalla Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera, in cui si chiedeva lo stato di emergenza. A questo punto la commissione dovrà confrontarsi con la Protezione Civile per analizzare il problema, studiare le contro mosse, ed eventualmente incaricare un commissario che si occupi di coordinare tutti i soggetti pubblici e privati interessati al controllo dell'acqua, per ottimizzarne l'uso e diminuirne gli sprechi.
Intanto, in attesa delle decisioni politiche, ognuno di noi può contribuire come  cittadino a ridurre gli sprechi d'acqua.

Fonte: Ansa, Repubblica


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