Emergenza maltempo: in futuro possibili più pericoli se non si interviene sul clima

Quando la natura si ribella all'uomo in maniera esemplare, pensare a quali cause ne scatenano la furia, al giorno d'oggi diventa un mero esercizio linguistico. Riflessioni che non trovano spazio nelle agende politiche internazionali o nelle decisioni locali, come probabilmente succederà per la nuova anticipazione dell'IPCC per la Conferenza di Durban.
 
''Se non si invertirà la tendenza in atto, ci aspettano inondazioni, cicloni, tifoni, ondate di calore e siccità'' ... ''Bisogna intervenire al più presto e senza esitazioni, altrimenti il rischio è un drammatico incremento delle  catastrofi su tutto il Pianeta'' ... ''il clima subirà ulteriori modifiche che porteranno a eventi estremi: è praticamente sicuro che si ripeteranno record di caldo e di freddo e molto probabile che si moltiplicheranno le ondate di calore nelle zone di terra'' ... "Alluvioni e tempeste sempre più violente. Eventi estremi destinati a crescere".
Questo lo scenario prossimo venturo del clima terrestre secondo gli studiosi dell'IPCC (Intergovernmental panel on climate change), che anticipano i contenuti di una delle relazioni intermedie di preparazione al vertice mondiale sul clima a Durban in Sud Africa. Un allarme cui le pioggie, esondazioni e nubrifagi di questi giorni in Italia e Thailandia paiono fare da colonna sonora. Un paradosso interpretativo se lo si guarda superficialmente, infatti secondo gli oltre 2000 scienziati, la temperatura terrestre potrebbe alzarsi di 3 gradi al 2050 e di 5 al 2100, rispetto ai valori registrati nel secolo scorso. Eppure senza tenere conto dei dati storici e statistici, l'apparenza è quella di fenomeni come le piogge o i monsoni, che quando si paventano aumentano d’intensità, diventando sempre più violenti ed improvvisi. Quindi meno piogge, ma più intense, con corrispetivo aumento di cicloni e tifoni. "Non abbiamo scelta: il fatto che in pianura padana le piogge siano complessivamente diminuite mentre le alluvioni aumentano mostra in modo inequivocabile che il clima italiano si è tropicalizzato", sottolinea Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace, e aggiungiamo noi si è anche "antropicizzato", l'aumento della temperatura, così come quello delle piogge dilavanti che compromettono la stabilità ed i nutrienti presenti nel suolo, causando dissesti idrogeologici, sono una diretta conseguenze delle scelte di sviluppo intraprese dall'uomo negli ultimi secoli. Uno scenario "devastante indicato dall'Ipcc, che può ancora essere evitato se si puntano con decisione sulle energie rinnovabili e sull'efficienza energetica", precisa Vincenzo Ferrara,  climatologo dell'Enea, che continuando indica come questo sia "Un passaggio complesso ma che si può avviare subito a costo zero: basterebbe chiudere il rubinetto degli incentivi che, a livello globale, finanziano con circa 400 miliardi di dollari l'anno i combustibili fossili che minano la stabilità climatica e usare questi fondi per rilanciare le energie pulite". Uno spartiacque questo evidenziato dall'IPCC a cui scienziati, esperti, governanti, bottegai e parolai da una parte e dall'altra, divisi dall'ìdea di bene e male derivata da un concetto del progresso spesso personale, dovranno dare ascolto. Perchè mentre le emissioni di gas serra in atmosfera nel mondo continuano ad aumentare, nonostante la crisi economica,  e fenomeni  naturali prima non disastrosi ora lo sono , i Governi paiono aver allentato la spinta a prendere provvedimenti urgenti e drastici per fermarli, benché l’economia decarbonizzata sia ormai vista come la chiave per uscire anche dalla crisi finanziaria.

Fonte: ANSA. Repubblica, Ecoblog, WWF
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