20-20-20 è la formula più conosciuta nei territori europei. E rappresenta l’ormai vecchio accordo tra gli Stati Ue che s’impegnarono entro il 2020, a ridurre del 20% delle emissioni di gas serra, l'aumento dell'efficienza energetica del 20% e il raggiungimento della quota del 20% di fonti di energia alternative. Oggi i tre stati europei rilanciano puntando al 30%.
Dopo il fallimento della
conferenza di Copenaghen, si erano già registrate delle differenze di’interpretazione sul futuro del pianeta tra i maggiori stati europei. Il collante che ha tenuto in piedi le politiche Ue in materia di riscaldamento globale appaiono sempre più arretrate e non al passo con i tempi moderni che bruciano le tappe in maniera decisamente più veloce dei tempi diplomatici. All’epoca Francia e Germania proposero, per dare il buon esempio al mondo, ed in particolare a Cina e Stati Uniti, di aumentare la riduzione delle emissioni al 30%, con il risultato dell’opposizione degli altri paesi. Ma non hanno desistito e allena dosi con l’Inghilterra, hanno ufficializzato la propria posizione e il proprio impegno: l’obiettivo al 2020 sarà ridurre le emissioni del 30%.
Ad annunciarlo sono stati alla stampa mondiale i ministri dell’ambiente dei tre Paesi che, incontrati a Bruxelles hanno ratificato un accordo con il quale hanno deciso di proseguire da sole in questo cammino per dare il buon esempio nella lotta ai cambiamenti climatici. L’obbiettivo dichiarato, come riportano i media è quello di“un reale tentativo di limitare l’aumento delle temperature nel mondo di due gradi, una scelta economica giudiziosa.”
A corredo dell’annuncio, il Ministro degli Esteri britannico Henry Bellingham ha presentato un’iniziativa sul web che attraverso l’uso di un’applicazione di Google Earth sarà possibile osservare i primi segnali del cambiamento climatico sulla Terra. Non solo, l’applicazione è in grado di effettuare anche previsioni, facendo vedere agli utenti cosa accadrebbe se non si prendessero provvedimenti per ridurre la CO2.
L’aumento dell’obbiettivo è possibile per i tre paesi anche da l punto di vista economico, visto che la stima economica si riduce notevolmente, infatti si passa dai 70 miliardi di euro previsti inizialmente ai 48 stimati ora.
L’obbiettivo esplicitato è quello di dimostrare che un maggiore impegno è possibile, e i tre Stati vogliono fungere da esempio positivo al quale far aggregare altri Paesi, permettendogli di seguire obiettivi almeno vicini a questo, perché la possibilità che la temperatura terrestre media salga di 4 gradi entro la fine del secolo non è poi così remota come alcuni studi autorevoli prevedono da tempo.
Fonti: The Guardian, LaStampa, Ansa, Repubblica
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