Giornata Mondiale degli Oceani

Domani 8 giugno si celebra la Giornata Mondiale degli Oceani. Proposta per la prima volta nel 1992, solo dal 2009 la Giornata Mondiale degli Oceani (World Oceans Day - WOD), è stata designata tale ufficialmente dalle Nazioni Unite con la risoluzione 63/111. Data in cui in tutto il mondo vengono organizzati eventi e iniziative e si invitano i cittadini a vestirsi di blu.

Diciannove anni orsono, fu il Canada, in occasione del vertice della Terra di Rio, a pensare ad una 24 ore dedicata ad aumentare la consapevolezza e a sensibilizzare opinione pubblica e comunità internazionale sulle sfide da affrontare in relazione agli oceani ed alla loro salvaguardia. Importanti ed essenziali per garantire la sicurezza alimentare dell’uomo, svolgono un ruolo imprescindibile nella regolazione del clima e nella tutela della natura essendo una delle fonti primarie delle catene alimentari dell’intero pianeta.
Mai come in questo 2011 riflettere sul futuro degli oceani significa pensare al futuro della Terra ed al rischio di distruggerla, come ben esemplifica il tema per il WOD 2011 “I nostri oceani: il nostro futuro verde". Un anno che ha visto le tragedie della marea nera nel Golfo del Messico e della centrale atomica di Fukujima in Giappone, portare all’attenzione proprio lo sfruttamento eccessivo degli oceani e i rischi che ne conseguono. E sicuramente il non porvi freno rischia di compromettere uno sviluppo sostenibile del pianeta "Guardando indietro agli ultimi dodici mesi dell'anno, non si può dire che sia stato un bel periodo per gli oceani" afferma Julia Marton-Lefevre, direttorice generale dell'Unione mondiale per la conservazione della natura. "Gli ultimi disastri ci ricordano quali siano le minacce di grande scala per gli oceani, ma anche tragicamente, per le comunità che abitano nelle vicinanze". Come l’acidificazione degli oceani, che come spiega la direttrice dell’IUCN “sta avanzando ad un ritmo allarmante, 100 volte più veloce rispetto a quello naturale". Analisi confermata da uno studio dell'Università di Bristol, pubblicato dalla rivista Biology Letter, secondo il quale il pesce pagliaccio, reso famoso dal film “Alla ricerca di Nemo”, rischia l’estinzione. Infatti l’aumento della CO2 atmosferica causerebbe valori di pH nei prossimi decenni tali da rendere questa specie sorda, impedendogli di percepire i predatori. Acidificazione strettamente connessa con l’aumento di CO2 in atmosfera, a sua volta pericolosa per le barriere coralline dei nostri oceani. Alle quali potrebbero rimanere meno di un secolo di vita, tempo limitato dovuto ad un'acidità maggiore derivata dall'assorbimento dell'anidride carbonica dall'atmosfera generatrice di temperature più alte delle acque, con conseguente morte dei coralli, secondo uno studio pubblicato su Nature Climate Change, realizzato dall'università di Miami, dall'Istituto di Scienze Marine australiano e dal Max Planck Institute in Germania.
Per evitare che tutto questo diventi prassi e per impedirne lo sviluppo irreversibile dal 2002, Ocean Project e il World Ocean Network hanno contribuito a promuovere e coordinare World Oceans Day, attraverso eventi in tutto il mondo con acquari, zoo, musei, organizzazioni per la conservazione della natura, università, scuole e imprese. Quest’anno l’evento clou è rappresentato dall’illuminazione bianca, blu e viola dell'Empire State Building di New York, a celebrazione della Giornata Mondiale degli Oceani. Dall'alba al tramonto per ricordarci che secondo il Wwf internazionale, il 76% degli stock di pesce del mondo è già sfruttato al massimo della capacità, che oltre il 90% di tutti gli scambi commerciali avvengono via mare, con rischi di fuoriuscite di carburante e contaminazioni varie e che oltre l'80% dell'inquinamento marino deriva da attività terrestri, dalle buste di plastica ai pesticidi, dallo sversamento nelle acque internazionali dell’immondizia agli scarichi fogniari.

www.un.org

Fonte:ANSA, Centro Euro Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici, greenMe

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