L’eco sportello di Legambiente ha pubblicato il dossier e il relativo premio Comuni Ricicloni 2010, ovvero una mappatura dei comuni italiani classificati secondo la gestione dei rifiuti nel proprio territorio. Geograficamente il nord continua a primeggiare nella classifica generale, il più riciclone è un paesino bellunese, Ponte nelle Alpi, già classificato secondo l’anno scorso.
Dietro un titolo che può far sorridere c’è un lavoro di raccolta ed elaborazione dati che fotografa uno dei punti nevralgici delle politiche delle amministrazioni comunali italiane. La gestione dei rifiuti è una delle voci spese più alte nei bilanci delle amministrazioni, così come in quelle dei servizi pagati dai cittadini italiani. Non è l’importo della tassa, la maggior parte delle volte , il metro di giudizio sul servizio di raccolta nelle metropoli così come nei piccoli centri. Programmare oggi il settore dei rifiuti significa, per sindaci ed assessori, fare uno sforzo di immaginazione ed efficienza per evitare ai propri concittadini scempi ambientali, come quelli delle emergenze, e la costruzione di inceneritori come vicini di casa. Differenziare, riciclare, riusare sono le azioni da compiere, accompagnate da campagne di educazione e d’ informazione, per far acquisire sempre più coscienza ad un numero sempre più maggioritario di cittadini e cittadine. Oltretutto gli esempi a cui ispirarsi non mancano, dalla rete dei comuni virtuosi a chi s’ispira al progetto rifiuti zero, sono decine le applicazioni efficaci nel campo delle politiche ambientali di riduzione del percorso dei rifiuti, dalla fonte alla discarica.
A livello regionale è il Veneto a svettare in cima alla classifica con una percentuale del 67% delle amministrazioni virtuose sul totale dei comuni, seguito dal Friuli Venezia Giulia con il 34,2%, dalla Lombardia con il 28,8% e dal Piemonte con il 23,9%. Anche il sud però fa passi avanti con la Sardegna che si conferma leader tra le regioni emergenti sulla raccolta differenziata per aver raggiunto a fine 2009 una percentuale regionale del 35% (nel 2002 era al 3%). In Campania sono 84 i comuni da cui prendere esempio in materia di differenziata, con Salerno in testa, e 7 comuni rappresentano la Sicilia. Spiccano poi le esperienze dei 37 comuni sardi, dei 9 comuni del Lazio, dei 4 calabresi, dei 2 della Basilicata e, per la prima volta nella storia di Comuni ricicloni, di uno della Puglia (Monteparano, provincia di Taranto).
Legambiente, nell’ambito della presentazione di Comuni Ricicloni, fa anche delle proposte concrete per uscire dalle continue emergenze che presentiamo di seguito:
- Aumentare il costo dello smaltimento in discarica
- Diffondere le raccolte differenziate domiciliari in tutti i Comuni italiani
- Completare la rete impiantistica per il recupero e il trattamento dei rifiuti
- Rivedere il sistema di premialità/penalità per premiare la riduzione e il riciclaggio
- Promuovere la diffusione delle buone pratiche locali sulla prevenzione
- Avviare la redazione del Programma nazionale di prevenzione
- Promuovere la qualità delle raccolte differenziate per massimizzare il riciclaggio
- Garantire la certezza normativa, a partire dal passaggio tassa/tariffa
- Non riaprire la stagione dei commissariamenti per l’emergenza rifiuti
- Introdurre i delitti ambientali nel codice penale e istituire un fondo per le bonifiche dei siti orfani
- Il dossier completo "Comuni Ricicloni 2010" è disponibile sul sito www.ecosportello.org
- Leggi il dossier
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