Il design del recupero

Il progetto nato da una riflessione rispetto alla materia di recupero, utilizzata nella costruzione dei mobili e degli oggetti, riflessione attenta soprattutto al metallo come materiale di rivestimento e all’ossidazione che il tempo, l’acqua, l’uso, gli agenti atmosferici realizzano trasformando semplici lastre in visioni, in segni, disegni, a tratti pittorici, certamente carichi di storia e memoria.

Da febbraio alla fine di marzo 2012, Costanza Algranti espone per la prima volta a Milano. Con una doppia sede: all’interno della Galleria di Antonia Jannone, e presso il laboratorio di via Pepe nel quartiere Isola. Il progetto è nato da una riflessione rispetto alla materia di recupero, utilizzata nella costruzione dei mobili e degli oggetti, riflessione attenta soprattutto al metallo come materiale di rivestimento e all’ossidazione che il tempo, l’acqua, l’uso, gli agenti atmosferici realizzano trasformando semplici lastre in visioni, in segni, disegni, a tratti pittorici, certamente carichi di storia e memoria.
Algranti lavora con materiali di recupero raccolti «pensando a cosa possono diventare»: ricicla legno, ferro, rame e costruisce tavoli, panche, divani, letti, cucine, oggetti e lampade anche se è il “costruire” che le interessa perché le assi da ponte, una volta svolta la loro primaria funzione, possono diventare e accogliere altro, così le grondaie, ultima grande passione della designer. I suoi mobili sono diffusi da Milano a Bagno Vignoni, dal Salento alla Sicilia fino a Pantelleria e poi in Francia e in Svizzera. Pezzi unici, ovviamente, come unica è la materia prima di partenza da poter scegliere. Nelle opere più recenti la forma ha lasciato maggior spazio alla ricerca sulle materie, tra gli ultimi lavori una serie di tavoli un metro per un metro, stesso modulo ripetuto per diversi rivestimenti: ferro, alluminio, rame; così il design cede il passo alla materia, si annulla per esaltarla.

Due sedi:
Galleria Antonia Jannone: grandi pannelli di legno allestiti lungo il perimetro della galleria, ricoperti di metalli di recupero, caratteristica prima del lavoro di Costanza Algranti, fanno da copertura a contenitori grandi e piccoli. Un grande tavolo, sempre ricoperto di metallo, occupa lo spazio centrale. All’esterno e nel giardino una serie di sedute costruiscono una città di moduli alti e bassi, di corpi diversi in legno, ferro, alluminio, rame.
Spazio Costanza Algranti: la casa prende forma nelle proposte di costruzioni sempre derivate da materiale di recupero. A fianco dello spazio espositivo sarà possibile visitare il laboratorio.

Costanza Algranti è nata a Livorno nel 1962. Ha iniziato a occuparsi di costruzione nel 1993, scoprendo la passione per il lavoro manuale e il talento per la creazione di oggetti di arredo e di design nati dal recupero di materiali. Nel 1997 ha realizzato la sua prima collezione di mobili. Vive e lavora a Milano.

COSTANZA ALGRANTI, legno, ferro e rame

Galleria Antonia Jannone
corso Garibaldi 125, Milano
14 febbraio – 24 marzo 2012

Info: +39 02 29 00 29 30 - info@antoniajannone.it

Spazio Costanza Algranti
via Pepe 28, Milano
14 febbraio – 10 aprile 2012

Orari: da lunedì a venerdì 15.30 – 19.30 – mattina su appuntamento – ingresso libero
www.costanzaalgranti.it

Dal 1997 Costanza Algranti raccoglie materiali di ogni genere: bancali, grondaie, botti e lamiere che sceglie pensando a cosa potrebbero diventare. Nel laboratorio e nell’adiacente spazio espositivo, nel quartiere Isola, li trasforma in mobili, lampade, specchi, poltrone, cucine, pavimenti, in un ambiente accogliente e creativo in continua evoluzione. “Questo mio lavoro ha avuto inizio dal mare: raccogliendo legni spiaggiati, pezzi di barche, ciottoli e metalli ossidati che si sono ricomposti, insieme alle loro piccole storie, in nuovi oggetti”. Dal 1997 Costanza Algranti raccoglie materiali di ogni genere: bancali, grondaie, botti e lamiere che sceglie pensando a cosa potrebbero diventare. Nel laboratorio e nell’adiacente spazio espositivo, nel quartiere Isola, li trasforma in mobili, lampade, specchi, poltrone, cucine, pavimenti, in un ambiente accogliente e creativo in continua evoluzione. “Questo mio lavoro ha avuto inizio dal mare: raccogliendo legni spiaggiati, pezzi di barche, ciottoli e metalli ossidati che si sono ricomposti, insieme alle loro piccole storie, in nuovi oggetti”.

segnalato da findart.it


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