Il movimento Fridays For Future tra ieri e oggi

Sono ormai due anni che il movimento dei Fridays For Future (Venerdì per il Futuro) è nato attorno alla giovanissima attivista svedese Greta Thunberg, diventando subito un fenomeno internazionale e molto attivo. Da quando la pandemia ha conquistato l’attenzione dei media, però, non se n’è più sentito parlare.

Oggi le proteste continuano e Greta non smette di impegnarsi e di lottare affiancata dalla grande comunità che l’ha eletta paladina della causa del clima. Certamente il movimento ha dovuto rivedere gli aspetti pratici delle proprie azioni in piazza. Come è accaduto anche il molti altri casi, si è stati costretti a manifestare la propria presenza nel mondo digitale anziché fisicamente nei luoghi interessati. I manifestanti hanno potuto così far sentire la propria voce ogni venerdì sui social tramite hashtag e foto in cui mostrano i loro cartelli contro la crisi climatica e a sostegno del movimento.  In occasione della Giornata della Terra, evento mondiale che si ripete da ormai 50 anni il 22 aprile, sono state organizzate tre giornate di webinar e dirette sul tema. Queste nuove modalità di incontro hanno portato i giovani a sentire più profondamente l’aspetto internazionale del movimento.

Il 9 ottobre 2020, a Torino come in molte altre città in Italia e all’estero, si è svolta la prima manifestazione in piazza dopo il lockdown. In questa occasione c’è stata una grandissima attenzione alla prevenzione sanitaria, con appelli a scendere in piazza seguendo le solite regole che permettono di svolgere le attività di sempre in sicurezza. I manifestanti si sono dimostrati attenti alle indicazioni dei medici, proprio come si sono da sempre affidati ai  dati della scienza.

Alcune città italiane come Roma e Bologna, hanno visto manifestazioni molto d’impatto, con performance degli attivisti (appartenenti a diverse associazioni per il clima) volte a colpire ancora di più la sensibilità di chi vi ha assistito o di chi passava lì vicino: una marcia funebre con bare che simboleggiano le conseguenze delle nostre azioni distruttive sugli esseri umani, gli animali ed il pianeta, oppure un die-in, in cui si rappresenta una piazza gremita di morti, sempre con lo stesso intento. A Roma ha avuto luogo il “Ride For Future”, una protesta particolarmente colorata e svolta in bicicletta, per contrastare il sistema dei trasporti che coinvolge soprattutto gli studenti, e che, con i suoi difetti e malfunzionamenti, porta sempre più persone ad optare per spostarsi in auto, aumentando così l’inquinamento in città. A Torino alcuni attivisti si sono incatenati davanti alla Regione Piemonte, per fare in modo di essere ascoltati,  dopo 7 ore si presidio una delegazione è stata ricevuta  dal segretario regionale  Fabio Carosso che si è impegnato a consegnare le 5 richieste degli attivisti al Presidente della Regione Piemonte. I giovani attivisti monitoreranno, nel corso del tempo, quali azioni concrete verranno fatte.

Il 9 ottobre si è ribadito il collegamento diretto tra la crisi che stiamo vivendo a livello sanitario e quella ambientale sottolineando che provvedimenti volti ad un miglioramento dell’ambiente porterebbero benefici in molti altri ambiti, in particolare facendo appello ad un utilizzo responsabile dei fondi. Si fa anche notare come, a differenza di quanto accade per il clima, per la crisi sanitaria siano stati presi provvedimenti immediati.

È con il coinvolgimento della politica che si potranno prendere provvedimenti concreti ed evidenti, ed il movimento si rivolge soprattutto ai politici, come ha fatto anche a giugno 2020 con la campagna Ritorno al Futuro, proponendo direttamente agli Stati Generali dell’Economia a Roma un piano che permetterebbe di realizzare un futuro più vivibile sotto diversi aspetti: viene proposta una soluzione per le due grandi crisi che affliggono il pianeta, e “Due crisi, una sola soluzione” è lo slogan che la anima.

A proposito di concretezza, il movimento si fa promotore anche di eventi durante i quali i partecipanti si attivano per raccogliere personalmente i rifiuti, come le Trash Challenge, pensate come gare in cui entro un limite di tempo le squadre si impegnano a raccogliere rifiuti. L’ultima a Torino si è tenuta nel mese di settembre.

Il documentario “Ragazzi Irresponsabili”, del regista Ezio Maisto, presentato all’edizione di quest’anno della rassegna CinemAmbiente, racconta di questi ragazzi e ragazze che si sono messi in gioco negli ultimi anni per contrastare l’azione distruttiva dell’uomo ed è visionabile in TV su Infinity.

Fonti: fridaysforfutureitalia.it, www.theguardian.com, www.repubblica.it


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